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Hardoy ChairLui è tranquillo, io parto per Parigi il week-end per una meritata boccata d’aria gelida parigina, per una meritata pausetta da tutto, e Lui resta a casa, tranquillo, sicuro di se, certo che tutto andrà benissimo, spavaldo e…rilassato! Bravo!

L’immagine del post l’ho trovata su Flickr cercando immagini belle per la famosissima sedia Hardoy, anche nota come Butterfly Chair. Prima o poi ce ne sarà una in casa mia (quando avrò trovato un mid-century sofa come questo magari), nel frattempo invece constato che di tante versioni for kids di sedie famose, questa qui ancora non è stata mai prodotta in versione mini. Eppure la stessa Knoll che la produce, offre una vasta gamma di illustri sedie in formato mini. @Knoll, cosa aspettate?

P.S. Lui non porta mocassini, tranquilli!

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Studiolo vintage per bambini

Capita non così raramente di questi tempi che la mia ciccetta con fare saputello mi si presenti e mi comunichi con piglio sfrontato: Mamma, io vado nel mio studio a fare i compiti“. Noi a casa non abbiamo una stanza dedicata che chiamiamo studio, suppongo che questo termine lo abbia mutuato dal nonno intellettuale, il “fare i compiti” invece è una cosa che ha sentito da fratelli e sorelle maggiori di suoi amichetti.

Sono molto contenta che mia figlia si metta volentieri a colorare e disegnare, che abbia imparato a gestirsi autonomamente e che consideri quell’angoletto della sua stanza così speciale da chiamarlo studio. Quello che mi dispiace invece è che da quando è entrata alla materna è un continuo voler scolarizzare i bambini. Fare i compiti per lei non è altro infatti che ricalcare delle linee tratteggiate o colorare all’interno dei margini. Lei adora queste attività, letteralmente! Di questa categoria di “activity books” non sono ancora riuscita a trovare nulla che non siano esercizi di prescrittura (Taro Gomi lo conosciamo eh!). Chiedo quindi ai miei lettor* competenti in materia: ma è mai possibile che le uniche cose da proporre ai bimbi siano linee tratteggiate da ricalcare? La prescrittura può essere un pochino più creativa?

Io comunque sono arrivata in prima elementare che non sapevo scrivere e non è stato un problema per la mia carriera scolastica.

La segnalazione di oggi è una fantastica scrivania vintage trovata sul sito Bianca and the Family.

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Mini Acapulco chair by Oficina KreativaNon sono riuscita a trovare il designer, su qualche blog scrivono addirittura che il designer sia sconosciuto, comunque l’iconica sedia Acapulco evoca pomeriggi nei lontani anni ’50 in compagnia dei Kennedy e cocktail party hollywoodiani con Sinatra e John Wayne! Un paio di anni fa la poltroncina in ferro e corda di plastica è stata riportata in auge da uno studio di design messicano-svedese, Oficina Kreativa, che della sedia Acapulco propone anche una versione mini per bambini, perfetta per pigri pomeriggi tra giochi e chiacchiere. Oggi poi, cercando delle oilcloth fabrics dal gusto kitch per la mia cucina, ho scoperto che anche la Kitsch Kitchen, ditta messicano-olandese,  ha da poco introdotto in catalogo con diverse varianti della poltroncina sia per grandi che per piccoli e con una meravigliosa versione divanetto!

P.S: Marta di Yellowbasket.it è stata alla fiera Kleinefabriek ad Amsterdam ed ha immortalato lo stand di Kitsch Kitchen con le Acapulco in bella vista, andate a sbirciare su loro blog qui!

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byGraziela tableware for kidsScusate se mi ripeto, torno ancora a parlare di cibo e di stoviglie per bambini, ma devo gridare al mondo che mia figlia ieri si è mangiata un piattone di passato di verdura! Non accadeva dei tempi dello svezzamento!

Tutto è cominciato con quello stupido gioco del rubare il naso e mettersi il pollice tra indice e medio. Quando da piccola un adulto lo faceva a me lo guardavo sempre con circospezione. Credo di aver imparato ad alzare il sopracciglio in segno di disappunto proprio allora…

A mia figlia sto giochino fa impazzire, e gioca che ti  rigioca sto trucchetto si è evoluto…il naso ce lo mangiamo a vicenda e poi a vicenda ci tagliamo la pancia per riprendercelo…insomma il giochino ha preso una deriva splatter-cannibalesca. Adesso facciamo le cannibali anche a tavola ogni tanto: ogni boccone è un mignolino di un’amichetto, il naso di un parente, il braccio di non so chi. Io provo facendole mangiare le chiavi del motorino di qualche amico, il cellulare della zia, ma lei poi ritorna sempre a mangiarsi mignoletti, piedini…e come si diverte!

Lo so che è inquietante….ma a fare le cannibali si mangiano tante verdure! Se siete disperate (come lo ero io) provate pure voi e ditemi se funziona!

Nella foto piatti in ceramica di byGraziela, ideati da Graziela Preiser, disegnatrice tedesca famosissima negli anni 70 (qui una bella foto d’archivio). Da qualche anno ha rieditato con sua figlia i suoi pattern più famosi creando una deliziosa collezione di prodotti per bambini dal sapore vintage. Appena ho tempo vedrò di fare qualche foto ai piatti  che ho trovato qui a Roma da Limentani (credo siano fuori produzione, non ne ho trovato traccia sul sito).

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Mobilier design pour enfants by Carole DapreyMobilier Design pour Enfants, questo il titolo di un volume interamante dedicato al design declinato sulle esigenze dei più piccoli, della bravissima e coraggiosissima Carole Daprey, che pur di far vedere la luce al suo libro ha fondato la casa editrice PiqPoq. Una passione, quella per il design per bambini, che l’ha portata inizialmente a collezionare sedie per bambini, e poi a concepire questo progetto faraonico, quello di scrivere una vera e propria storia della progettazione di mobili per bambini.

Il libro è organizzato in periodi storici, cominciando dall’inizio, dal 1885 ed il primo catalogo Thonet con mobili in legno curvato per bambini (andate a guardare le foto meravigliose che Carole ha postato anche sul suo blog, qui), passando per il Bauhaus (ricordate il gioco in legno che avevo scoperto a Berlino di Alma Buscher di cui vi avevo parlato in questo post?) e proseguendo, decennio dopo decennio fino agli anni ’70, mostrandoci foto d’epoca, copertine di cataloghi originali, ritagli di riviste e concludendo con una bibliografia da fai invidia ad un testo scientifico.
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Una sediolina vintage per bambini trovata al mercatinoUn po’ di tempo fa mi ha scritto un lettore (si avete capito, un uomo!). Lui è un papà di due bimbi e mi inviava delle foto di sedioline vintage scovate al mercatino delle pulci di Trento.

Ho trovato in un mercatino le due seggioline nella foto allegata. Mi sono piaciute e le ho prese. Sono piuttosto rovinate dai segni di un uso energico, tipico di tutti i bambini. Nonostante questo sono ancora solide, funzionali (sono regolabili su tre altezze e profondità della seduta) e, secondo me, ben disegnate; la mia sensazione è che siano fatte ‘bene’, ovvero non siano fatte in economia con materiali scadenti, ferramenta inclusa, e tagli approssimativi. Senza avere la presunzione di avere trovato un pezzo di design. a questo punto sarei comunque curioso di conoscere l’origine delle sedie (per quanto ne so io potrebbero avere 50 anni come 50 giorni, essere il prodotto di un designer scandinavo come del falegname del paesino) e sapere come era in origine il sistema di ‘contenimento’ (si vedono due fessure sulla parte anteriore della seduta) per provare a riprodurlo (essendo assente quando ho acquistato le sedie). Purtroppo non c’è nessuna scritta in nessun punto, nè sono riuscito a trovare alcuna foto simile in rete. Sai dirmi dove posso provare a cercare qualche informazione. Oppure, hai una qualche idea sulla possibile origine di queste sedie (età, provenienza)?”

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Succede quella mattina, come tutte le altre di andare in cucina per la rituale preparazione della colazione.
Succede una mattina di svegliarsi di buon umore dopo una bella notte di sonni profondi senza interruzioni.
Succede quella stessa bella mattina intrisa di rara arietta estiva di arrivare in cucina senza avvertire quel fastidioso ronzio del frigo vecchio. Momenti di rara ed intensa felicita’.
Scuccede pero’ che quella felicita’ venga subito distrutta da uno spaventoso sospetto, ed un brivido freddo corre lungo la schiena!

E’ successo che una splendida mattinata di quasi estate sia stata rovinata da un brutto incidente: il vecchio e rumoroso frigo e’ passato a miglior vita. La cena per la sera  si e’ salvata’, ma quelle belle polpette con le verdure che avevano avuto tanto successo, quell’arrostino con le carote tenerissimo, quel sughetto di pomodoro fresco fatto con le mie manine e’ tutto da buttar via!

…e mi tornano in mente il monito della mia carissiama amica Francesca:  ”Ora che sei mamma preparati agli intoppi, questo e’ il primo e ce ne saranno molti altri!”. Questo me lo disse quando mi venne a trovare in ospedale dopo il parto, trovandomi in lacrime perche’ la piccola mi era stata tolta per esser messa causa ittero sotto la lampada. Come aveva ragione!

Dopo il frigo rotto infatti sono continuati gli intoppi: per una serie di perverse coincidenze non posso andare io a comprare il frigo nuovo e sono costretta a delegare a Lui (in arancione perche’ e’ stata davvero dura!) la scelta del nuovo elettrodomestico. Perche’ diciamolo pure, l’intoppo piu’ grosso dell’essere mamma e’ che si e’ costrette ad imparare a delegare per sopravvivere!

Nella foto un delizioso frigorifero giocattolo trovato su Flickr tra il photostream di Rainbow Mermaid.

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Miralda Colombo fotografa la mostra "Sit Down" al Museum of Childhood di LondraIl Cucchiaino di Alice e’ proprio un bel blog che seguo davvero con molta attenzione, ancora di piu’ ora che ho conosciuto al mamma-blogger che lo gestisce. Ci siamo conosciute grazie ai nostri blog, ci siamo avvicinate anche grazie alla rivista “Un Pediatra per Amico” con la quale collaboriamo, e ci siamo scoperte entrambe design-addicted ed entrambe innamorate di Londra. Chi come me segue il Cucchiaino sa che ora Miralda con tutta la famiglia e’ in trasferta a Londra, ho quindi colto la palla al balzo per intervistarla e farvela conoscere meglio, per farci raccontare qualcosa sulla sua esperienza a Londra, per farvi vedere qualche suo meraviglioso scatto di Londra e del Museum of Childhood (tutte le foto di questo post sono scatti di Miralda Colombo) e per farci raccontare di qualche suo desiderio per la cameretta della piccola Alice. Buona lettura.

Miralda Colombo fotografa Londra
Prima di tutto raccontiamo a chi ancora non conosce il tuo blog della sua genesi, come nasce il cucchiaino?

Per caso e per passione. Dopo la nascita di Alice e i mesi passati con lei non ho ripreso il lavoro che prima mi assorbiva quasi totalmente. Pensavo di aver perso qualcosa di molto importante. Ma i bambini hanno il potere di farti vedere le cose da un’altra prospettiva e di trasformarti. Ho scelto di mettere in ordine tutte quelle idee nate in cucina, sviluppate nei mesi e soprattutto di creare un angolo che fosse solo mio e di Alice. Ho ripreso a scrivere con una leggerezza che mi mancava da anni, da quando lo facevo nei primi anni di lavoro. Ed è nato Il Cucchiaino, anche grazie al supporto di due amici, il webguru e Miss Cia, la mano creativa. Poi, come capita con tutto ciò che non ti aspetti, il blog è cresciuto in maniera incredibile in pochi mesi e cosa ancor più strana, per me che sono tanto irrequieta, continua  a divertirmi.

Leggi l’intervista a Miralda del Cucchiaino di Alice

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kids learn to knitt di Lucinda Guy

Lo scorso dicembre sono stata per 3 giorni a Londra da sola! E’ stato bellissimo (che ve lo dico a fare!), ho rivisto una mia carissima amica, c’erano la zia ricca ed il suo nuovo boy, ho passeggiato per le vie di Angel con il sole, ho fatto una capatina al Natural History Museum (e devo assolutamente tornarci presto con la mia polpetta), ho visto la meravigliosa mostra di Anish Kapoor, insomma ho fatto tante cose che ho una lista davvero lunga di possibili posts, tanto lunga che per l’imbarazzo della scelta non sapevo da dove cominciare. Oggi comincio, comincio dalla maglia, ispirata dai miei ricordi d’infanzia e da un libro bellissimo che ho scoperto visitando il Museum of Childhood, gratuito, con una vastissima collezione di giochi d’epoca e con un piccolo shop, piccino ma proprio interessante.

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Inke Heiland wall stickers

Oggi vi segnalo le opere di Inke Heiland, una creativa olandese che ha creato una collezione di silouettes da usare come stickers davvero di grande valore decorativo. Ogni forma è ritagliata a mano partendo da rimanenze di carte da parati vintage, quindi ogni sua creazione è un pezzo unico.

Inke Heiland wall stickers

Tutto è nato dall’esigenza di decorare la stanza del figlio, ma ora oltre al fantastico albero, alla lampada nido, agli animali più disparati, Inke ha creato silouettes di mobili e complementi d’arredo per arricchire e valorizzare gli ambienti più disparati della casa. Il mio preferito è il leone con i fiori anni ’70…sarà perchè a mia figlia viene così bene il riggito della mattina?!?

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