La fatica di imparare

Buchi toy push box via designperbambini.it

La vita dei bambini è un continuo imparare, mia figlia ormai ne ha preso cosapevolezza. Proprio pochi giorni fa rifletteva ad alta voce su quante cose sta imparando a fare ultimamente: leggere le lancette dell’orologio, allacciarsi le scarpe, disegnare gattini…e mettere in ordine la stanza. E’ una cosa che facciamo insieme ogni sera, ma che non riesco a farle assorbire. In camera faccio molta attenzione a lasciare a portata di mano solo pochi giochi alla volta (più della metà dei loro giochi è nascosta e vengono tirati fuori a rotazione) e tutto ha un posto preciso, anche per i vestiti c’è un armadio a misura di bambino, con solo i pochi vestiti necessari (che son comunque sempre troppi). Ma non c’è nulla da fare, rimettere a posto le cose, tenere in ordine è una cosa che non riesco ad ottenere. Da grande mi odierà e dirà alle amiche che sono una mamma fissata con l’ordine? Per tutta la sua vita terrà calzini e maglioni nello stesso cassetto solo perché io per tutta la sua infanzia le ho ripetuto che i manglioni invece vanno nel secondo cassetto?

Già a modo suo si ribella a questo destino, al destino di dover sempre imparare cose nuove. Proprio ieri mi diceva che anche io dovrei cominciare come lei ad imparare cose nuove… e cito: “Anche tu impara qualcosa però, per esempio devi imparare a metterti gli anelli!”. Io mi sto impegnando sul serio!

Per la segnalazione di oggi quindi resto in tema, da cesta in feltro per la nanna, alla cesta porta giochi, in questa versione in legno biologico dal giappone, essenziale e per sempre, come dicono gli stessi produttori: si comincia con i giochi e si finisce da grandi magari con le riviste. Lo stile di questo baule-carrello-trenino- cesta-portagiochi infatti è essenziale, anzi, zen direi, lo produce la Buchi che è un brand giapponese. Per la scoperta ringrazio un mio amico che l’ha scoperta su Design Milk e mi ha subito “allertato”. Grazie eh.