Le tende di Pasolini: letture per la spiaggia

Cito da “Lettere Luterane” di Pier Paolo Pasolini.
“I primi ricordi della vita sono ricordi visivi… Tutti noi abbiamo in mente un immagine… Quell’immagine e’ un segno, per l’esattezza un segno linguistico, comunica qualcosa… La prima immagine della mia vita è una tenda, bianca, trasparente… In quella tenda prende vita e si riassume tutto lo spirito della casa in cui sono nato. Era una casa borghese a Bologna.”
E ancora: “Nel parlarti, potrò forse avere la forza di dimenticare, o di voler dimenticare, ciò che mi è stato insegnato con le parole. Ma non potrò’ mai dimenticare cosa mi ‘e stato insegnato con le cose”.
Ed infine riferendosi ai tempi che corrono, alle differenze generazionali aggiunge: “Non è però cambiato il linguaggio delle cose: quelle che sono cambiate sono le cose stesse. E sono cambiate in modo radicale.”
Il linguaggio delle cose.
Il linguaggio di una tenda.
Vorrei ma non Posso va in vacanza e si porta questo libro, vi saluta e riapparirà a fine Luglio per poi scomparire di nuovo.
Vi lascio con qualcosa di più leggero delle citazioni di Pasolini però. Vi lascio raccontandovi che a Berlino le mamme hanno una seria alternativa alla tenda bianca e borghese. Non solo hanno tempo e denaro*, ma da poco c’è anche un negozio con sole stoffe per bambini (il sito ancora in costruzione, ma vi tengo aggiornate), per colorare quelli che forse saranno i primi segni linguistici di futuri Pasolini.
Buone vacanze e buone letture in spiaggia.

(* tutti hanno diritto all’aspettativa per maternità e paternità per 1 anno all’80% del salario e per fortuna in Germania non esistono contratti atipici senza maternità.)
P.S. La foto l’ho rubata a da questo blog.

Design per tutti

Foldschool by Nicola Enrico Stäubli

Arriva l’estate, le belle giornate, le vacanze…e i figli con tanto tempo libero! Nel caso vi ritrovaste a corto di idee su come occupare il tempo dei diavoletti sappiate che a Berna c’é un eccentrico architetto che deve aver avuto lo stesso vostro problema. Nicola Enrico Stäubli infatti sul suo sito Foldschool mette a disposizione il suo estro e le sue capacitá per spiegarci come costruire 3 maglifici esemplari di mobili per bambini: uno sgabello, un dondolo ed una sedia. Lasciate la vostra mail sul sito e riceverete dettagliatissime istruzioni su come confezionare i mobili con il cartone. Stampate, comprate cartone e taglierino e mettete i bambini a lavoro.

Perché Nicola fa questo? Sì dico, far scaricare gratuitamente le istruzioni invece di vendere lui stesso le sue creazioni? Beh lo spiega molto chiaramente: “La cultura di massa é governata da superficialitá e assurditá ecologiche. Foldschool supporta l’artigianato come un approccio diretto al design (…) La nostra missione é riportare il design al suo ruolo originale: fornire prodotti a prezzi abbordabili attraverso un processo produttivo intelligente”. Vorrei e appena trovo un paio d’ore potró!

La zia ricca

In ogni famiglia italiana che si rispetti c’è una storia di emigrazione, un lontano parente partito da giovane per l’America in cerca di fortuna e che resta nella mitologia familiare come lo “zio ricco”. I tempi son cambiati e per far fortuna basta andare a vivere nel “nord’est”, è lì infatti che vive la nostra zia ricca, generosa dispensatrice di meravigliosi doni.
Recentemente la zia ricca ha deciso di aiutare la nipotina nel difficile passaggio dal passeggino alla locomozione autonoma. La prima idea è di comprare un guinzaglio-pettorina. Io inorridisco e penso che la ricchezza renda un po’ aridi e questa ne e’ la prova. Poi la zia aggiusta il tiro e propone di comprare alla nipotina un triciclo, di quelli con manico per i genitori, se ne vedono tanti in giro dice lei. Questi oggetti oltre ad essere bruttissimi, sono crudeli: danno al pupo l’illusione di aver finalmente raggiunto l’autonomia e invece lo manovrano…ma allora perche’ non un tricliclo telecomandato dico io?! Ah zi’, ma sei impazzita? No no, non voglio e non posso, scelta quanto mai diseducativa e contraria alla mia filosofia.

Se triciclo deve essere allora per la mia polpettina io sceglerei questo della Sirch (che e’ quadricliclo in realta’), una ditta tedesca che produce mobili bellissimi in legno, con anche una discreta scelta di giochi per bambini, andate a farvi un giretto! E poi pazienza se per un po’ bisognerà piegarsi per spingere la piccola fino al parco giochi!

Benvenuti

Come giá accennato nel mio profilo, sono una mamma precaria e squattrinata che non si arrende al brutto dilagante e al brutto dei prodotti per bambini in circolazione. A breve i primi posts dal Salone Satellite, dove sono stata ieri con tutta la famiglia, cioé con compagno e figlia.

A tra poco

VmnP