Scatole

Poi prometto che la finisco con questa storia del trasloco…però quando ho scoperto queste scatole così belle e con tanto di fessure per prenderle e traslocarle in una casa nuova…beh mi capite che non ho resistito.

Ho finito con i vestiti, fatto il grosso anche con i libri, ora siamo in fase impacchettamento stanza dei bimbi…in ultimo ci lasciamo la cucina.

Nel trasloco stiamo anche riordinando-riorganizzando-riselezionando, come vi dicevo qualche giorno fa. Al momento abbiamo ri-ri-ri… la categoria “produzione artistica” che comprende colori a cera, pennarelli, pastelli, pittura a tempera ed acquerelli, colori per digitopittura, colori per il vetro, colle e forbici di ogni forma per collage, timbri, pongo e plastiline varie con relativi accessori. Selezionato e sistemato anche la carta, quella bianca, quella colorata, fogli piccoli, formati > dell’A4 e carta velina. Sono certa che Picasso lavorasse con meno. Vado…e vediamo se arrivo viva al fine settimana!

Le scatole-baule in rovere e coperchio metallico che vedete in foto si chiamano Amelie e sono state disegnate da Studio Besau Marguerre e prodotte dalla tedesca Jan Kurtz Moebel.

 

Chiedo scusa

Truck by THINKK StudioSono sparita da questo blog, sono sparita per molti amici (complice anche il mio iPhone che ha deciso di morire per 2 goccette 2 di pioggia!), sono stata molto assente a casa, con i bimbi e con il padre dei bimbi, intrattabile, distratta, scontrosa, nervosa…insomma sono state settimane che non vi dico. Per scusarmi posso solo dire che ho avuto pensieri pesanti per la testa, e ho dovuto fare scelte che così non ne avevo mai prese, di quelle cose che poi si potrebbero rimpiaggere per una vita, di quelle cose che potranno influenzare la vita dei miei figli. Sono stati giorni in cui sentivo il peso fisico della responsabilità che avevo, un magone fisso per la paura di fare la cosa sbagliata.

Ora la nostra decisione l’abbiamo presa, e la cosa più bella è stato scoprire di non essere sola nella scelta. Ora quindi mi rilasso, ho qualche giorno tutto per me e sarò egoista, penserò a me, girerò per Roma con il sole, andrò al cinema con le amiche, comprerò regali favolosi…e mi godrò l’idea di aver fatto una scelta giusta!

La segnalazione di oggi è per la mia scrivania in realtà, da settimane trascurata, in attesa di una sferzata, in attesa di un braccio che butti a terra tutto, foglietti, appunti, bollette e faldoni. Trattasi di una piccola serie di accessori per la scrivania, giocosi e minimali, per grandi e per piccini, per dare all’ordine ed al disordine, sulla scrivania e tra i pensieri, la priorità giusta!

Truck Desk Tidy Collection by THINKK Studio.

La fatica di imparare

Buchi toy push box via designperbambini.it

La vita dei bambini è un continuo imparare, mia figlia ormai ne ha preso cosapevolezza. Proprio pochi giorni fa rifletteva ad alta voce su quante cose sta imparando a fare ultimamente: leggere le lancette dell’orologio, allacciarsi le scarpe, disegnare gattini…e mettere in ordine la stanza. E’ una cosa che facciamo insieme ogni sera, ma che non riesco a farle assorbire. In camera faccio molta attenzione a lasciare a portata di mano solo pochi giochi alla volta (più della metà dei loro giochi è nascosta e vengono tirati fuori a rotazione) e tutto ha un posto preciso, anche per i vestiti c’è un armadio a misura di bambino, con solo i pochi vestiti necessari (che son comunque sempre troppi). Ma non c’è nulla da fare, rimettere a posto le cose, tenere in ordine è una cosa che non riesco ad ottenere. Da grande mi odierà e dirà alle amiche che sono una mamma fissata con l’ordine? Per tutta la sua vita terrà calzini e maglioni nello stesso cassetto solo perché io per tutta la sua infanzia le ho ripetuto che i manglioni invece vanno nel secondo cassetto?

Già a modo suo si ribella a questo destino, al destino di dover sempre imparare cose nuove. Proprio ieri mi diceva che anche io dovrei cominciare come lei ad imparare cose nuove… e cito: “Anche tu impara qualcosa però, per esempio devi imparare a metterti gli anelli!”. Io mi sto impegnando sul serio!

Per la segnalazione di oggi quindi resto in tema, da cesta in feltro per la nanna, alla cesta porta giochi, in questa versione in legno biologico dal giappone, essenziale e per sempre, come dicono gli stessi produttori: si comincia con i giochi e si finisce da grandi magari con le riviste. Lo stile di questo baule-carrello-trenino- cesta-portagiochi infatti è essenziale, anzi, zen direi, lo produce la Buchi che è un brand giapponese. Per la scoperta ringrazio un mio amico che l’ha scoperta su Design Milk e mi ha subito “allertato”. Grazie eh.

 

Consigli per una cara amica

Home office inspirations by Designperbambini.it

Domenica sera una cara amica in preda ad un raptus di pulizie e riorganizzazione del suo studio mi ha chiesto consiglio su cosa fare. Pochi gli indizi, una parete da allestire con scaffali o librerie, una bella poltrona rossa da tenere e tutto il resto da inventare. Lei è davvero una cara amica, è Letizia di Bilingue per Gioco, conosciuta on-line, ed ora amica on&off-line. Lei è un vulcano di idee, che con la nascita del figlio si è inventata una professione, che ha la fortuna di potersi gestire da casa. Il suo Bilingue per Gioco cresce bene, come il suo A. e come i suoi mille altri progetti e collaborazioni. Adesso quindi, oltre a domare il suo studio, sente l’esigenza di renderlo a misura del suo lavoro, un luogo piacevole, come tutto quello che fa, funzionale, dove concentrarsi su nuovi progetti e dove incontrare in riunione i suoi tanti collaboratori. Uno studio caldo e comodo, ma accogliente e professionale.
La stanza è abbastanza regolare, un rettangolo 4mx2,5, una porta sul lato a sud, una finestra sul lato a ovest e due pareti “utili” a nord ed est.
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