Il mio guest-post su Bloesem Kids

Bloesem KidsE’ con sommo piacere che vi annuncio che oggi il bellissimo blog Bloesem Kids ospita un mio guest post in cui racconto qualcosa di me e qualcosa sul design italiano per bambini. Ringrazio quindi di cuore la bravissima autrice del blog Irene Hoofs (anche lei olandese!!!) per la cordiale ospitalità!

Nel guest post segnalo i bravissimi A4Design di Milano, Munari, Enzo Mari, Contemori Bottega Creativa e i bravissimi DueManiNonBastano.

…E poi mostro le foto del lettino Ikea che abbiamo hackerato alla Montessori per la nostra ciccetta! Correte a leggere qui!

L’abitacolo di Munari

Abitacolo by Bruno MunariE’ davvero da parecchio tempo che volevo segnalarvi questa struttura per camerette dal sapore anni ’70 ideata da Bruno Munari nel 1971.

Munari secondo Paolo Mazzoleni

Ogni volta rimandavo per aver tempo di prepararmi meglio su questo personaggio davvero eccentrico e geniale, ma il tempo è ormai un bene di lusso ed allora eccomi qui a presentarvi quest’abitacolo e basta, completamente impreparata!

Adoro l’idea di che mia figlia possa avere un angolo privato tutto per lei e questa struttura si presta perfettamente ad essere un piccolo regno a statuto autonomo che ogni bambino può organizzare e reinventare in completa anarchia. Da notare poi che la struttura regge ben 20 persone!

Questo classico del design è stato riproposto dalla italiana Robots un paio di anni fa (un bell’articolo sulla Robots qui), ma in giro ce ne sono ancora esemplari originali, come questo rosso reinventato da un papà e postato su Flickr.

Rigar dritto

Rigolo by Denis Guidone for Fabriano Boutique“Riga dritto…ma anche un po’ storto” mi diceva ridendo sempre una cara zia in dialetto molisano stretto le volte che ero da lei per le vacanze e mi apprestavo ad uscire con gli amichetti estivi di turno. E questo e’ anche un po’  il mio proposito per il 2011, fare la brava ma senza stressarmi troppo e cioe’ essere una donna-mamma-lavoratrice organizzata ed efficiente, attiva ed informat, ma senza togliermi troppi punti le volte che i pantaloni giusti per quella riunione non sono riuscita a stirarli in tempo, quando per ben 2 giorni di seguito non faccio mangiare verdura di satgione a mia figlia, quando per pigrizia chiudo il libro che stavo leggendo e accendo la televisione.

E per questo proposito la segnalazione giusta e’ Rigolo, il quaderno dritto ed un poco storto che Denis Guidone ha ideato per la Fabriano Boutique vincendo il premio Munari. In questo quaderno a righe storte e colorate gli errori diventano arte, “gli errori disegneranno i nostri pensieri, liberi di sbagliare, giorno dopo giorno da capo”.

Un assaggio di Munari

falklandSonia citava Bruno Munari, un personaggio davvero ricco del quale non mancherò di parlarvi presto (sto studiando!)
Intanto però vi segnalo una lampada che adoro  da prima di sapere che l’avesse progettata Munari, da prima che avessi un blog sul design per bambini, da prima di diventare mamma, insomma da sempre! E’ la lampada Falkland, prodotta da Danese, io la trovo bellissima e secondo me anche molto adatta alla stanza dei ragazzi.

Proprio Bruno Munari a proposito di questa lampada racconta:
“Un giorno sono andato in una fabbrica di calze per vedere se mi potevano fare una lampada.
- Noi non facciamo lampade, signore.
- Vedrete che le farete.
E così fu.”

Avete delle calze in casa?

Di luce e lampadine ecologiche invece ho parlato in QUESTO guest-post su GenitoriCrescono.

La creatività dei nostri figli

Wachsmalbloecke

Oggi ci parla Sonia Bozzi, redattrice di “Un Pediatra per Amico“, storica dell’arte, mamma ed amica. Buona lettura!

Bruno Munari diceva che «Un bambino creativo è un bambino felice» e non si può certo negare che di creatività e di bambini se ne intendesse un bel po’, fosse solo per il fatto che riuscì a fare qualcosa in cui i bambini sono veri maestri, inventare, giocando seriamente. Ma Munari non è stato certo il solo a parlare di quanto sia importante la creatività nell’infanzia, lo hanno sostenuto i migliori pedagogisti, educatori e filosofi, ma niente, non è servito a niente. Il miglior risultato a cui siamo arrivati è propinare ai nostri pargoli dei prestampati da colorare con i pennarelli. Tutto qui.
Ma la creatività è qualcosa che con i prestampati non ha niente a che vedere e che riguarda, piuttosto, un bisogno naturale di esprimere, lasciare una traccia di se stessi. È un bisogno innato, che ha accomunato da sempre epoche e civiltà, che accomuna i bambini di tutto il mondo. Date ad un bambino un pennello, un colore e un foglio e lo vedrete applicarsi con estremo impegno per riempire la superficie con qualcosa che nasce dai suoi gesti.
I bambini piccoli esplorano i materiali, li provano, ne verificano la resistenza, la morbidezza, l’effetto, la capacità di rispondere al loro bisogno interiore. Quelli più grandicelli trasferiscono sul foglio delle forme derivate dall’osservazione, a volte organizzate, a volte no. Il punto non è questo. Il bambino non fa arte ma, soprattutto se piccolo, dipinge, disegna e colora unicamente per il piacere di farlo, per il suo piacere, e non per quello di altri.
Quindi, resistete alla tentazione di correggere, di aggiungere, di interpretare, di mostrare che apprezzate o non apprezzate ciò che fa. Mettete solo a disposizione dei materiali adatti alla sua età, mattoncini di cera, pastelli ad olio, pennelli, matite, gessetti, argilla, insomma, materiali che vibrano, che danno delle sensazioni ogni volta nuove, che rispondono diversamente ai diversi movimenti della mano.
E mettetevi da parte. Il resto verrà da sé.

Nella foto mattoncini in cera ecologica al 100% della tedesca  Stockmar, materiale tipico presente in tutti gli asili steineriani.