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La via del Ma

Lettino-futon per bambini by Madori DesignOggi vi presento il lettino Montessori di Madori Design, tutto romano, essenziale e bellissimo, ideato da Ilaria Vasdeki, mamma, architetto, visionaria.

Madori Design è un progetto ambizioso, che lavora partendo dal principio che gli oggetti, il design come nodi di connessione tra le persone e l’ambiente, focalizzando l’attenzione prima ancora che alla forma esteriore dei prodotti, al cambiamento che essi possono generare nella vita di tutti i giorni. E con questo approccio Ilaria ha pensato anche il lettino-futon che vi mostro in foto, ispirato chiaramnete alla filosofia montessoriana del “aiutami a fare da solo”, è stato pensato per stimolare appunto l’autonomia dei più piccoli e garantire la loro sicurezza. La base del letto, alta appena 10 cm da terra, come da regola montessoriana, consente al bambino di salire e scendere autonomamente senza il rischio di pericolose cadute. La struttura del letto poi è realizzata con legno di abete non trattato, proveniente da foreste sostenibili.

Chi mi segue da un po’ sa che ho utilizzato un lettino Montessori per i miei figli e che come segno di amore per questo modo autonomo di gestire il sonno dei bambini, ho deciso di non recensire mai su questo blog lettini a sbarre (rinunciando spesso a recensire veri pezzi di design!)

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Ecco Lina

Lina menso-lina per bambini disegnata da Valentina BeatoEd eccoci qui, dopo tre lunghi anni di segnalazioni di design per bambini, oggi per la prima volta vi propongo un prodotto ideato da me, mi metto in gioco in prima persona e vi mostro il frutto di tante discussioni, di tante serate a fare e disfare. Eccola qui, la mia prima piccola collezione di elementi per la stanza dei bambini. L’ho chiamata Lina, la mensolina per bambini che vi presento oggi, un nome allegro e giocoso, come mia figlia che me l’ha ispirata, durante le innumerevoli sere che ho trascorso leggendole un libro per addormentarla. Le sere ho lo yoga di corsa a casa, il cinema con gli amici al secondo spettacolo (rischiando di dormire per metà del film!), raramente ho mancato l’appuntamento serale con il libro preferito di turno. Un gesto consueto, dolce, intimo che mi ha ispirato le mie Lina, un gioco di parole, un gioco di forme e sagome.

Eccola a voi dunque, Lina, una collezione di mensoline per bambini, pensate per accogliere i libri preferiti, gli oggetti del cuore, i disegni più ispirati. Degli elementi giocosi ed allo stesso tempo funzionali, dei piccoli sipari per dare risalto e visibilità a libri e giochi, per offrire stimoli visivi, per ispirare, per tenere sempre a portata di mano gli oggetti più amati, più usati. Accanto al letto offrono spunti per dolci letture, sopra al tavolino accolgono matite e fogli colorati, vicino l’armadio sono uno stimolo per imparare a prendersi cura di sé. Lina è una collezione di elementi per la stanza dei bambini pensata per accompagnare i piccoli gesti nella quotidianeità di un bimbo, l’abbandono nel sonno ed il risveglio, momenti piccoli e magici.

Dietro tutto c’è la solita convinzione: che il bello è fatto di linee semplici e chiare, che da un oggetto funzionale e ben pensato possano instaurarsi buone e sane abitudini.

Non posso non ringraziare in questa occasione gli amici che mi sono stati ad ascoltare, chi mi hanno dato consigli, che mi hanno sostenuto, che mi hanno convinta a lanciarmi. Ringrazio in particolare Lui, un tipo non dai facili entusiasmi, ma sempre lì a sostenermi, la mia cara amica Marie, che dall’oggi al domani si è messa a disposizione con la sua macchina fotografica, la sua bravura ed il suo gusto speciale, Pierluigi e Sara che sono stati critici preziosi ed attenti “beta-testers” (la riconoscete la mia amica Lulù?).

Le mie mensoline Lina sono ora a Milano, custodite da mani benevole, ma non vi dico altro al momento, ripassate da queste parti domani e andate a sbirciare cosa bolle in pentola dalle FunkyMamas…insomma, stay tuned!

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Tilacino wooden toy by studio AlburnoIl gioco lo sappiamo tutti è il metodo migliore per imparare, non solo, è un attività presente in tutti gli esseri viventi, non è quindi un’attività tipica di una specie evoluta, una finta necessità indotta dalla cultura, è una cosa naturale come mangiare, bere e dormire. A giocare infatti son bravi tutti, uomini ed animali. Ed anche gli etologi son d’accordo, l’animale gioca per imparare, per esercitarsi alla vita. Insomma siamo d’accordo tutti, giocare è un’attività naturale, piacevole, divertente ed anche necessaria per la crescita e l’apprendimento. Non conosco testi in merito, vi consiglio solo questa interessante lettura scoperta per caso anni fa ed apparsa sul NYT, Taking Play Seriously.

Ma torniamo a noi, il gioco è il metodo migliore per introdurre anche temi impegnativi come la sostenibilità dello sviluppo, l’evoluzione della specie e perchè no, anche l’estinzione di una specie. E Niccolò Bottarelli, il creativo-artigiano dietro Studio Alburno, è del mio stesso avviso, ha deciso infatti di dare vita a LAST, un progetto che vuole  mantenere viva l’attenzione sui problemi legati all’estinzione degli animali che a causa dell’uomo sono scomparsi o stanno per scomparire. Niccolò utilizza tecniche artigianali, simili a quelle usate un tempo, con cui si realizzavano i giocattoli per raccontare la vita dell’epoca, dal cavallo agli animali della fattoria. Con LAST invece ci propone una piccola serie di animali estinti, che spera di riportare in vita con il gioco dei nostri bambini.

Nella segnalazione di oggi quindi il Tilacino in legno di Studio Alburno, estinto dalla Tasmania intorno agli anni ’30.

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Bobo chair by Bobo Choses

Ultimamente mi sento molto in colpa, sto trascurando un po’ il mio blog, complice la stanchezza che mi prende la sera, che mi confonde, che mi fa lavorare in modo discontinuo e disordinato, che mi scompagina le idee e le infinite to-do lists!

Ieri sera però una miracolosa telefonata importante mi ha aiutato a superare la fascia critica delle 22, e sono riuscita a rimanere sveglia davvero fino a tardi. Ed è stato come ai vecchi tempi, quando avevo meno stress a lavoro, meno figli da accudire, ed ho fatto tante cosette che volevo fare da tantissimo, ho cambiato testata al blog, ho riordinato tutti i bigliettini da visita che avevo preso a Playtime, ho mandato un pezzo che avrei dovuto consegnare due mesi fa, ho preparato le domande che accompagneranno il prossimo “kids room tour” (ho in serbo per voi una cameretta bellissima!) ed ho anche pagato un paio di bollette che erano in attesa da una ventina di giorni.

E c’è davvero ancora molto altro da preparare! C’è un post sul tema dell’ordina in attesa da un anno (si, avete letto bene!), c’è un progetto davvero importante su cui mantengo il riserbo perchè sono davvero ancora in alto mare e ho una paura matta di non farcela, c’è il printable per Pasqua da preparare, un tutorial che “covo” da mesi, il media-kit che ho promesso a tanti sponsor interessantissimi, per non parlare dei biglietti da visita che invece sono ancora tutti da rifare e che devono essere pronti per il Salone del Mobile!

Ma dopo ieri sera sono fiduciosa, adesso che ho capito che basta una telefonata a strapparmi dalla spirale soporifera delle 22, penso che questo blog sarà trascurato di meno d’ora in poi! Quindi amiche, se dovete chiamarmi, aspettate le 22 per farlo!

Vi lascio con questa particolare sediolina richiudibile prodotta in edizione limitata da Bobo Choses, brand davvero interessante di abbigliamento per bambini di cui hanno scritto in passato anche Le Funky Mamas

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E’ da un po’ che seguo la spagnola Be, mi è piaciuta la loro idea di dare ad un “toddler bed” una seconda chance come libreria, di far rivivere una culla nello studio di mamma e papà, ma ancora non c’era stata la scintilla e non vi ho mai segnalato nulla. Ieri invece per caso sono andata a riguardarmi il  loro catalogo ed ho scoperto questa nuova proposta davvero unica, una porticina giocattolo, un paravento, un elemento divisorio, una cosa semplicissima e magica, come una porta che si apre su mondi fantastici, su nascondigli, reggie e castelli.

E buon week-end a tutti.

 

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BooBoo desk and chair for children by Bram BoUltimamente mi sto confrontando con il tema “casa compatta” per una piccola collaborazione di cui presto vi svelerò i dettagli, e subito mi è venuto in mente questo set di sedia e tavolino con storage integrato del belga Bram Boo per la casa Feld. Era un po’ in effetti che non postavo qualcosa di davvero moderno ed innovativo e quindi eccomi qui. Tra i due preferisco la sedia, compatta ed indubbiamente versatile. Già ce la vedo la mia peste, in piena fase “giochiamo a fare le amiche con figli“, girare per casa con questa sediolina a far finta di portare a spasso i suoi bimbi sul passeggino gemellare. Ultimamente millanta di avere 3 gemelli!

 

 

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Studiolo vintage per bambini

Capita non così raramente di questi tempi che la mia ciccetta con fare saputello mi si presenti e mi comunichi con piglio sfrontato: Mamma, io vado nel mio studio a fare i compiti“. Noi a casa non abbiamo una stanza dedicata che chiamiamo studio, suppongo che questo termine lo abbia mutuato dal nonno intellettuale, il “fare i compiti” invece è una cosa che ha sentito da fratelli e sorelle maggiori di suoi amichetti.

Sono molto contenta che mia figlia si metta volentieri a colorare e disegnare, che abbia imparato a gestirsi autonomamente e che consideri quell’angoletto della sua stanza così speciale da chiamarlo studio. Quello che mi dispiace invece è che da quando è entrata alla materna è un continuo voler scolarizzare i bambini. Fare i compiti per lei non è altro infatti che ricalcare delle linee tratteggiate o colorare all’interno dei margini. Lei adora queste attività, letteralmente! Di questa categoria di “activity books” non sono ancora riuscita a trovare nulla che non siano esercizi di prescrittura (Taro Gomi lo conosciamo eh!). Chiedo quindi ai miei lettor* competenti in materia: ma è mai possibile che le uniche cose da proporre ai bimbi siano linee tratteggiate da ricalcare? La prescrittura può essere un pochino più creativa?

Io comunque sono arrivata in prima elementare che non sapevo scrivere e non è stato un problema per la mia carriera scolastica.

La segnalazione di oggi è una fantastica scrivania vintage trovata sul sito Bianca and the Family.

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Per fare un albero

Libreria Fagus by Al2698Oggi vi segnalo questa bellissima libreria…made in Italy! Chi mi segue avrà notato come ultimamente sono sempre meno esterofile le mie segnalazioni, grazie ad un nuovo fermento che ultimamente ho trovato anche in Italia per arredi e decor per la stanza dei bambini. Questa libreria è infatti dell’italiana Al2698, marchio che dal 2009 produce complementi d’arredo dai materiali ecosostenibili quali alluminio e legno e caratterizzati da un design semplice e raffinato. La libreria sorella, la Ginko, un pochino diversa nelle forme da questa Fagus, anche molto bella ed elegate, l’avevo scoperta ad Aprile a KidsRoomZoom.

Una libreria che sia adatta alla stanza dei bambini dovrebbe essere a mio parere “aperta”, e quindi  con i fianchi possibilmente aperti in modo che i libri o i giochi che ospita siano ben illuminati, con mensole poco profonde e non troppo lunghe in modo che sia facile tenere i libri in ordine e tutti ben in vista. Inoltre una libreria per bambini deve anche avere qualche ripiano d’emergenza NON alla portata dei bambini, per mettere in sicurezza giochi e libri poco adatti in caso di feste e pomeriggi di gioco con gli amici di scuola. La libreria Fagus mi sembra soddisfare tutti i requisiti aggiungendo un tocco di stile alla funzionalità introducendo un elemento adorato da tutti i bimbi, l’albero!

E voi avete altre regole d’oro da suggerire per una perfetta libreria in camera dei bimbi?

 

 

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Questione di soldi

Io da piccola come tutti i bambini volevo sempre tante cose, me ne ricordo perfettamente! Volevo che mi si comprassero dei sandaletti rossi nuovi, un cicciobello non cinese (mamma ci comprava sempre il cicciobello cinese, noi lo massacravamo e lei imperterrita si ripresentava con il cinesino) e tantissime altre cose. Mia mamma usava come tecnica quella di addurre la questione economica. Se le chiedevo qualcosa lei rifiutava sempre con la scusa che non avevamo abbastanza soldi. Se le facevo il paragone con altri bimbi che mi sembravano più poveri di noi e che comunque avevano l’oggetto dei miei desideri allora magari tirava fuori che erano figli unici. Se lei avesse comprato qualcosa a me avrebbe dovuto comprarla anche a mia sorella e i soldi non sarebbero comunque bastati.

Addirittura anche una volta che le chiedevo di fare i buchini alle orecchie lei se ne uscì con la solita scusa. E io a mia volta me ne uscii con mia nonna dicendo una cosa tipo: “Nonna lo sai che siamo tanto tanto poveri che io non posso neanche farmi i buchi alle orecchie come te?”. Mia nonna naturalmente lanciò a mia mamma un’occhiata davvero indimenticabile, ogni tanto ci ridiamo ancora sopra.

Ora da mamma io cerco di dire no spiegando che ci sono abbastanza giochi in casa e abbastanza buoni motivi per divertirsi senza dover comprare qualcosa di nuovo e cerco comunque di impormi come mamma e basta, non come mamma povera. Ma forse ormai alla soglia dei quattro anni sarebbe anche giusto cominciare a parlare di denaro…voi l’avete fatto? In che modo e in quale occasione?

Questi simpatici salvadanai in legno laccato sono dell’americana Pearhead.

 

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by Thomas BrezenL’età giusta ormai è arrivata, la motricità fine è sviluppata al punto giusto, lo spazio anche quello volendo non manca…cerco scuse per non avere una libreria casa-di bambole come questa per me e per mia figlia!

Oggi il post è super-breve perchè sono giorni di delirio, tra primi raffreddori, virus intestinali, riunioni di lavoro e malevole coincidenze astrali…abbiate pazienza!

Questa creazione strepitosa è opera di Thomas Brezen (…che non pensava ai bambini in realtà). Ringrazio un papà per avermela segnalata!

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