Pulizie di quasi estate

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passeggino giocattolo in lego

Con la recente vacanza nazionale sono riuscita a fare un po’ di pulizie a casa, ma non di quelle pulizie che levano lo sporco. Sono state di quelle pulizie che levano il disordine, la disorganizzazione e l’irrazionalitá nel sistema di storaging di una casa. Mi sono spiegata? Naturalmente sono riuscita a portare a termine solo in una minima parte di quello che avevo in mente. Tra le poche, cose sono riuscita a riorganizzare i giochi della piccola. Ho ridato un luogo preciso a tanti giochi che ultimamente finivano troppo spesso in una cesta a caso, ne ho tolti alcuni e ne ho tirati fuori di altri. A casa nostra infatti abbiamo uno stanzinetto che mi permette di alternare i giochi della gnoma, di nascondere magari giochi che sono troppo difficili, oppure giochi troppo faticosi per me. Per capirci i barattolini per la digitopittura per esempio li tengo nascosti nello stanzinetto e li tiro fuori solo quando sono psicologicamente pronta! In questa session di riordine  ho tirato fuori dopo ben 3 mesi di “isolamento” il passeggino-giocattolo ed è stato come amore a prima vista, come se le avessi fatto un regalo tutto nuovo! Il nostro passeggino non è di legno o ecologico come quello che vi mostro (della tedesca Haba), ma comunque ha compiuto la magia: con il passegginetto giocattolo siamo arrivate a piedi fino al supermercato! Evviva!

Addio passeggino

carretto per bambini Kaiko

Ma che brava, dice giá quando le scappa” mi chiede una mamma al parco mentre osserva le mie goffe manovre per far fare pipí a mia figlia. ”Ma che brava questa bimba ad usare la forchetta” mi ha detto l’educatrice quando pochi giorni fa hanno inserito l’uso delle forchette, dei bicchieri di vetro e dei piatti di coccio, visto che lei non ha piú problemi con queste cose da svariati mesi.  E ancora un’amica psicoterapeuta infantile:  ”Ma che brava  a tenere la matita e come coordina bene il tratto“.  Insomma verrebbe quasi da dire che abbiamo raggiunto davvero tanti traguardi, che la gnoma è davvero brava.  Poi peró la mamma al parco vede le scene per farle fare due passi a piedi e viene fuori  che mia figlia non c’è verso di schiodarla dal passeggino,  no way! E tutti i brava non contano piú nulla!

Ci vorrebbe un veicolo di transizione, che non abbia nulla a che fare con un passeggino, ma che permettesse di soddisfare, almeno all’inizio, la pigrizia di mia figlia.  Qualcosa tipo il carretto della Kaiku,  bello e green.  Oltre che bello poi sembra davvero  stabile e capiente,  cosa molto importante….perchè lo confesso: anche io ho paura di abbandonare il passeggino, che poi i quintali di roba che normalmente ci “ficco” sotto  non saprei piú come trasportarli!

Un triciclo geniale

Ben trovati nel mio blog vestito di nuovo. Sono ancora in fase di rodaggio, mi devo impratichire con WordPress, devo sistemare ancora tante cose, ma insomma eccomi qui a postare come al solito.

wishbone pre-bike bike

La segnalazione di oggi riguarda un oggetto di puro design: un triciclo dalle forme essenziali, massima funzionalità, materiali puri ed ecologici. E` neozelandese la  Wishbone Bike, semplicemente bellissima! La cosa geniale in questo triciclo è che cresce con i nostri figli diventando poi una pre-bici (o bici senza pedali come la chiamano in molti). Il vantaggio di passare alla bicicletta con pedali non attraverso le rotelle di sostegno, ma passando per una pre-bici è che i bambini imparano molto in fretta a sentire l’equilibro e imparano anche a controllare il mezzo con maggiore consapevolezza. Vi segnalo la descrizione che una mamma fa del figlio alle prese con una pre-bici, andate a leggere qui.
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Il lettino Montessori

lettino montessoriano by Nume via designperbambiniIl lettino tradizionale con quelle sbarre a me ha sempre dato l’idea di una gabbia, di una galera. Ero ancora in dolce attesa e, condividendo le mie impressioni a riguardo con un amico, lui mi fece notare che un neonato non lo sa com’é la galera, non avrebbe quindi potuto sentirsi in gabbia dietro le sbarre del lettino.

Ossservazione molto acuta, lo ammetto, ma a me ste sbarre hanno continuato a non convincermi. Al momento di togliere la gnometta dalla cesta in cui ha dormito i primi mesi, si é posto il problema concreto di quale lettino scegliere e la soluzione ce l’ha data la Montessori con il suo lettino a terra, leggete questo articoletto su UPPA per capire di cosa sto parlando.

E ci siamo innamorati di questo che vedete nella foto, di Nume design company italiana, che però annuncia categorico sul sito che la collezione é “not available“! Noi alla fine abbiamo hackerato un lettino Ikea. A questo punto quindi lancio un appello alle mamme ed ai papà designer che mi stanno leggendo, e specialmente ad Arianna che commenta sempre entusiasta i miei posts, c’é un vuoto da colmare, ci serve un lettino Montessori!

Aggiornamento: La Nume purtroppo non esiste più, ma qualche fortunato è riuscito comunque a godersi questo bellissimo lettino in stile Montessori! Andate a curiosare qui!

La zia ricca

In ogni famiglia italiana che si rispetti c’è una storia di emigrazione, un lontano parente partito da giovane per l’America in cerca di fortuna e che resta nella mitologia familiare come lo “zio ricco”. I tempi son cambiati e per far fortuna basta andare a vivere nel “nord’est”, è lì infatti che vive la nostra zia ricca, generosa dispensatrice di meravigliosi doni.
Recentemente la zia ricca ha deciso di aiutare la nipotina nel difficile passaggio dal passeggino alla locomozione autonoma. La prima idea è di comprare un guinzaglio-pettorina. Io inorridisco e penso che la ricchezza renda un po’ aridi e questa ne e’ la prova. Poi la zia aggiusta il tiro e propone di comprare alla nipotina un triciclo, di quelli con manico per i genitori, se ne vedono tanti in giro dice lei. Questi oggetti oltre ad essere bruttissimi, sono crudeli: danno al pupo l’illusione di aver finalmente raggiunto l’autonomia e invece lo manovrano…ma allora perche’ non un tricliclo telecomandato dico io?! Ah zi’, ma sei impazzita? No no, non voglio e non posso, scelta quanto mai diseducativa e contraria alla mia filosofia.

Se triciclo deve essere allora per la mia polpettina io sceglerei questo della Sirch (che e’ quadricliclo in realta’), una ditta tedesca che produce mobili bellissimi in legno, con anche una discreta scelta di giochi per bambini, andate a farvi un giretto! E poi pazienza se per un po’ bisognerà piegarsi per spingere la piccola fino al parco giochi!