Di buone maniere e comunicazione efficace

Swedese tree coat hanger via designperbambini.it

Credo sarà l’ennesimo post che leggete con un titolo come il mio…avrete letto sicuramente qualcosa che si intitolava “Di prime pappe e svezzamento”, “Di notti in bianco e rituali notturni”. Adesso vi tocca anche il mio “Di buone maniere e comunicazione efficace”, ebbene si!
Il post me lo hanno ispirato come al solito le mie recenti vicissitudini mammesche. Sono sempre attiva sul fronte buone maniere con mia figlia, cerco di contrastare le sue recenti derive di strafottenza e “romanaccianità” ed ho capito una cosa che non mi era chiara affatto. La comunicazione efficace is the new buone maniere, tanto per usare di nuovo una forma verbale abusata ultimamente!

Satelliti

Office by Domaas Høgh Studio via designperbambini.itDopo la visita al Salone non può mancare su questo blog qualche segnalazione speciale tutta per voi che fedeli mi seguite. Il mio posto preferito resta sempre il salone satellite, da dove con delle foto di fortuna è iniziato qusto blog. E cominciamo da qui dunque!

La segnalazione di oggi è per due progetti di quelli che piacciono a me, giocosi ed essenziali, forme chiare e pulite, opera del duo di amiche e colleghe di studio  Domaas Hogh. Le forme per il set da scrivania sono quelle note delle casette, care a bambini ed architetti in erba, l’appendiabiti invece scherza con riferimenti anni ’80, come i Meccano, che tanto adoravo da bambina anche io!

Cassiopeia by Domaas Høgh Studio via designperbambini.it

Le ho conosciute di persona, sono gentilissime, disponibili  e davvero solari, aspettano che qualcuno arrivi che le aiuti a mettere in produzione i loro progetti. Se nel frattempo vi accontentate di esemplari unici…

Roma Contemporary

Paula e WIP al Roma ContemporaryA Roma, che io personalmente considero una capitale provinciale, lo scorso week-end si è tenuta la fiera di arte contemporanea Roma Contemporary, quest’anno rinnovata nell’organizzazione, ed aperta non solo agli addetti ai lavori, ma anche al pubblico, pubblico fatto di persone anche come me, abbastanza a digiuno di arte contemporanea e completamente all’oscuro di tutto il “mondo” intorno alle gallerie d’arte.

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Io mi vesto da sola

La mia piccola comandantessa, ormai donna quattrenne, sta dimostrando ultimamente di aver conquistato davvero tante nuove competenze. Oltre ad aver imparato a mentire spudoratamente, ad aver affinato notevoli skills di regia (mette a punto situazioni esilaranti, distribuisce ruoli tra parenti ed amichetti e conduce l’azione magistralmente), adesso ha imparato a gestire da sola il suo armadio e a decidere da sola cosa indossare.

Fabulous GoosePrendendo infatti spunto da quelle rare volte che mi ha visto prepararle i vestiti la sera per il giorno dopo (eh si, ci provo sempre a fare la mamma organizzata), ora lei la mattina, nel corri-corri generale, spalanca le ante del suo armadio, e meticolosa prepara tutti i capi del suo outfit disponendoli in bella mostra sul suo letto. Poi soddisfatta chiama il genitore più vicino a rapporto e mostra il frutto del suo flusso creativo. Ed è divertentissimo vederla seria, che compone il suo look giornaliero, già con un gusto molto chiaro. La mia comandantessa mostra infatti uno stile ecccentrico ed colorato, un occhio sicuro, che gioca con gli eccessi, che non risparmia sugli accessori. Il tutto accompagnato da un portamento sprezzante, che non teme giudizi, che nei suoi innocenti quattro anni, ancora non conosce il termine…overdressed!

Le grucce in foto sono della svedese Fabulous Goose, che produce anche morbisissime coperte, tutto toccato con mano al Playtime, tutto davvero bellissimo e di qualità!

C’è un oggetto chiamato…

Oggi sono davvero felice di ospitare il contributo di una bravissima collega blogger nonchè mamma. Oggi ci impartisce una vera lezione di stile Annalisa, l’autrice del bellissimo blog Mannalisa vuole fare troppe cose. Lei è un’architetto che ama il suo lavoro, il design, l’architettura e l’interior design, talmente appassionata che da un po’ se ne occupa anche nel tempo libero curando il suo meraviglioso blog, che è una sua raccolta personale di ciò che più le piace.
Ed ora in silenzio, l’architetto ci parla dell’appendiabiti!

C’è un oggetto che è chiamato “accessorio” e che focalizza sempre la mia attenzione (strane fissazioni) quando sfoglio le immagini delle camerette. Spesso è relegato in un angolo, dietro una porta – o attaccato dietro la stessa porta -, nascosto in una nicchia, abbandonato a se stesso.
Ma non sempre questa è la sorte dell’appendiabiti.
C’è chi lo valorizza come un vero e proprio oggetto di arredo, di decorazione, parte integrante della stanza. C’è chi unisce l’utile (perché c’è sempre la necessità di appoggiare quel vestitino, di preparate quello del giorno dopo, di lasciare la felpina, lo zainetto o…) all’estetica.
Perché, cosa c’è di “bello” in un appendiabiti?