Desk tidier "Under My Roof" by Christian Vivanco

La ciccetta ha da sempre dimostrato un grande interesse per il disegno ed ora che ha sviluppato una buona motricità fine, ha impaato anche ad appassionarsi ad altre tecniche, prima alla pittura con pennello, ora al collage. Le educatrici del suo asilo che adoro (e le maestre e l’asilo) mi hanno spiegato che l’unico modo per sopravvivere indenne ad un pomeriggio di pittura o ad un pomeriggio con forbici e colla (abbiamo delle forbicette per bambini per tagliare ben 4 tipi diversi di profilo!!) è presentare al bambino il materiale in modo ordinato. Se noi proponiamo un ordine ed una logica al bambino il bambino saprà attenercisi. E infatti l’asilo è montessoriano!!!

Inosmma la maestra P. mi ha suggerito di usare un vassoio con bordi alti oppure il coperchio di una scatola di scarpe grandicella e presentare il materiale ben ordinato in questa scatoletta: foglio, colori, pennelli e bicchierino per l’acqua per la pittura; foglio forbici e colla per il collage. Il bambino saprà svolgere le sue attività artistiche nel vassoio che lo aiuterà ad “esprimersi” senza imbrattare tutta casa. E devo dire che è vero. Io ho sempre usato questo metodo con la plastilina, facendola giocare su un vecchio vassoio in plastica facilmente lavabile.

E cosa sarebbe perfetto per i vassoietti artistici? I cassettini Fira dell’Ikea che sono usciti di produzione (leggi anche qui), oppure questo fantastico accessorio da scrivania scoperto su Dezeen, che la redazione di Dezeen apostrofa come “desk tidier” e che il suo ideatore, il designer messicano Christian Vivanco invece ha più romanticamente chiamato “Under My Roof”. Design per grandi e piccini!

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Non sopporto le tovaglie. Non so perchè a casa mia sono belle solo appena comprate, le volte dopo invece c’è sempre una macchia su cui ho dimenticato di spruzzare il prodotto smacchiante, son sempre stirate male, con le pieghe in bella vista a fare una croce in mezzo al tavolo.

Invece adoro le tovagliette, improvvisate con uno strofinaccio colorato, praticissime in colorato tessuto plastificato, di carta dipinte insieme a mia figlia.

E poi ho scoperto queste! Belle ed educative! DueManiNonBastano presentano una collezione di 4 tovagliette in cotone biologico, stampate e rifinite a mano che aiuteranno a tematizzare a tavola la questione ambientale con i nostri piccoli. Quattro motivi per quattro messaggi molto chiari: più biciclette, più alberi, meno rumore e meno macchine. Tovagliette da scambiarsi a tavola pasto dopo pasto e affrontare il tema dell’ecologia ogni volta da un punto di vista diverso o semplicemente inventare storie di paesi strampalati come quelli di Giovannino Perdigiorno.

Less-cars placemat by DueManiNonBastano

Chi volesse conoscere di persona tutte le main dietro DueManiNonBastano può venire al Milano durante il Salone del MObile e visitare la casa di Kids Room Zoom, un progetto del Fuorisalone che vedrà protagonisti i più bravi designer per bambini del momento, artisti ed illustratori. Rimanete sintonizzati che vi terrò aggiornati su tutti gli sviluppi del progetto!

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La Mela e La Pera by Enzo MaryEnzo Mari è uno dei grandi designer italiani che ha lasciato il segno anche nell’ambito del design per bambini. Di lui adoro soprattutto il piglio e la sfrontatezza…e soprattutto la mela e la pera! Oltre a bellissimi puzzle in legno, albi illustrati (pubblicati dalla Corraini), paraventi in cartone (sempre Corraini), Mari è infatti autore di una serie di litografie allegre e giocose sebbene dalla semplicità disarmante, che in questa foto (trovata dopo tanto cercare qui) emerge chiaramente: il motivo è quasi banale, ma nella sua semplicità elegante e… bello appunto! Credo che sia questo l’essenza di quel gusto che vagamente si definisce “minimal” …

P.S. Vi ricordate un mio vecchio post in cui mostravo alcune foto della stanza dei figli di Lisa Mahar, la proprietaria di un bellissimo negozio di design per bambini a NYC? Se andate a spulciarvi le foto del suo appartamento qui, troverete anche una bella mela di Mari nella stanzetta super-firmata dei suoi figli.

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In cerca di ceste

Cradle collage by Design per Bambini

Eh si, i miei primissimi incontri ravvicinati con il mondo del design per bambini li ebbi quando ero incinta di mia figlia ed ero alla ricerca di una bella cesta, come la chiamano gli americani un Moses basket. A quei tempi poi non comprai nulla visto che una zia ci spedì dalla Germania una vecchia cesta dove dormì anche Lui e che noi restaurammo e abbellimmo con dei colorati ciummi siciliani. A quei tempi mi ero innamorata di questa modernissima cesta dello studio berlinese e27. Poi scoprii anche due belle varianti in cartone, una la bellissima culla in cartone dei milanesi Album di Famiglia che segnalò già qualche tempo fa il Mercatino dei Piccoli, e l’altra invece sempre in cartone degli israeliani Green Lullaby che scimmiotta una tradizionale culla in legno (lo scatto che mostro nel collage però è opera della bravissima stylist finlandese Susanna Vento). Allo scorso Salone poi ho visto anche questa bellissima in bamboo, disegnata da Chia-en Lu.

Adesso che sono di nuovo in dolce attesa e la nascita del pargoletto (si, maschio!) si avvicina, non posso non tornare a gironzolare per il web in cerca di qualche novità…anche se alla fine rispolvereremo la vecchia cesta di famiglia!

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Ikea Fira bench hack by HyggelingVe li ricordate quei mobiletti da ufficio in legno dell’Ikea con tanti cassettini? Fira si chiamava la linea di questi prodotti di cui io in questi giorni ho deciso di avere un disperato bisogno. Dei cosini davvero utili, ma che l’Ikea ha messo fuori produzione? (…senza chiedere il mio permesso?)

Come farò adesso a realizzare questa favolosa panchetta opera di Catherine Hug (via ohdeedoh)?

Come farò adesso a sistemare i chiodini della piccola?

Come farò ad avere un ufficio ordinato come questo?

Come farò a mettere ordine tra le mie rocchette come ha fatto lei?

Come farò adesso a fare una mini-cucinetta come quella che abbiamo fatto noi alla ciccia per il piccolo cuginetto? Come?

Se ne possedete un esemplare sappiate che io lo voglio!

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Cucinetta D.I.Y. cucita da Rosa di MyAfternoonProject.blogspot.comOggi vi mostro una cucinetta che Rosa del meraviglioso blog My Afternoon Project ha cucito e assemblato con le sue mani per la sua bimbetta. Tutto è nato da un mio vecchio post ed uno sgabellino in cerca di ricollocazione. Di Rosa adoro il gusto delicato e così appena annunciò di volersi cimentare nel progetto le ho chiesto di concedermi l’onore di mostrarlo sul mio blog.

L’idea è davvero semplice: costruire una cucinetta cucendola sopra uno sgabello od un tavolino. Come potete vedere non manca nulla: sulla base d’appoggioc’è il rubinetto con lavandino in tela azzurra e i fuochi di tela rossa, più intensa al centro per simulare l’ardente calore, sul lato frontale le manopole per fuochi (dei bottoni neri) e il forno fatto con una sorta di tendina semitrasparente per controllare la cottura. Poi su un altro lato Rosa ha cucito a mano una tasca costruita con una rete elastica, e sul terzo lato una barra per gli utensili fatta con una striscia di feltro speso applicata con il velcro. Che dire, bravissima!

Io adoro il gioco simbolico ed in particolare giocare a cucinare, a fare la spesa, a prendere il the…E per fortuna mia figlia mi asseconda e mi lascia giocare con lei ;) La nostra cucina è molto più spartana, anche basata su um pezzo Ikea e poi naturalmente abbiamo pentoline varie e tanto play food, qualcosa dell’Ikea e qualcosa della tedesca Haba che a me piace tanto.

Cucinetta D.I.Y. di Rosa di myafternoonproject.blogspot.com

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Market stand by Caroline GomezQui a Roma è scoppiata la primavera e tra l’altro in questi giorni mia figlia ci ha dato definitivamente prova di aver capito il significato della parola comprare!

Dopo una domenica al mare e il pomeriggio di ieri passato a giocare con il figlio dei vicini al fruttivendolo la segnalazione giusta di oggi è questo semplicissimo stand da mercato, questa micro-architettura a cielo aperto come la definisce l’ideatrice Caroline Gomez, bravissima designer dal gusto minimal e delicato. Altre foto del negozietto le trovate qui.

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Un rosa moderno

Wall painting by Studio FluddOggi vi segnalo un lavoro bellissimo dello Studio Fludd. Hanno ridipinto e decorato le pareti della stanza di Irene (di cui non sappiamo l’età). Altre foto le trovate qui e qui. Mi piace il rosellino, lo ammetto! E mi piacciono da morire i motivi floreali quasi astratti. Il tutto dona alla stanza un atmosfera delicata e moderna al tempo stesso. Presto cambieremo casa…quasi quasi…

Inoltre trovo deliziose le ghirlande in carta trovare sul loro etsy-shop.

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Hospital interiors by Kontor KonturDa tempo sto cercando di formarmi una cultura seria in merito a spazi pubblici per bambini. Cerco quindi di tenermi informata su quelli che sono i progetti d’architettura e di interior design che riguardano edifici scolastici e playgrounds per poter magari un giorno essere in grado di parlare con cognizione di causa anche di architettura. Accarezzo quindi da tempo il sogno di avere tempo e competenza per scrivere una serie di posts sull’architettura per l’educazione e la ricreazione, ma sinceramente tra gli edifici pubblici per l’infanzia non avevo ancora mai pensato ai reparti di pediatria negli ospedali. Ieri davvero per caso mi sono imbattuta in questo progetto dello studio svedese Kontor Kontur. Di questo studio non so davvero molto, solo quel poco che sono riuscita a capire con la lacunosa traduzione di Google Translate. E’ però un modo per lanciare un appello a tutte le mie lettrici e i miei lettori a segnalarmi interventi analoghi in ospedali italiani. Trovo che la cura degli interni nei reparti pediatrici ospedalieri sia un’attenzione importante che va valorizzata ed io sarei felice di poter contribuire con il mio piccolo blog!

Hospital interiors by Kontor Kontur

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Abitacolo by Bruno MunariE’ davvero da parecchio tempo che volevo segnalarvi questa struttura per camerette dal sapore anni ’70 ideata da Bruno Munari nel 1971.

Munari secondo Paolo Mazzoleni

Ogni volta rimandavo per aver tempo di prepararmi meglio su questo personaggio davvero eccentrico e geniale, ma il tempo è ormai un bene di lusso ed allora eccomi qui a presentarvi quest’abitacolo e basta, completamente impreparata!

Adoro l’idea di che mia figlia possa avere un angolo privato tutto per lei e questa struttura si presta perfettamente ad essere un piccolo regno a statuto autonomo che ogni bambino può organizzare e reinventare in completa anarchia. Da notare poi che la struttura regge ben 20 persone!

Questo classico del design è stato riproposto dalla italiana Robots un paio di anni fa (un bell’articolo sulla Robots qui), ma in giro ce ne sono ancora esemplari originali, come questo rosso reinventato da un papà e postato su Flickr.

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