Timbukto the iPad magazine for kidsSembra un iPhone ma non è!

E’ mio figlio che, a sette mesi, non gli sono spuntati i denti, ma gli è spuntato un accelerometro, si avete letto bene! Prima infatti dormiva come un sasso per 10 ore consecutive (si, anche qui avete letto bene, era tale e quale alla sorella!) e non notava spostamenti, squotimenti, sbalzi di temperatura e di luce. Adesso invece al ciccetto gli è spuntato un maledetto accelerometro che lo fa essere consapevole di ogni spostamento, ogni infinitesima variazione di accelerazione! Ieri sera, dopo averlo addormentato tra le mie braccia (lo so che già sbaglio, ma almeno non l’ho allattato per farlo addormentare!!!) siamo riusciti a metterlo giù con una complicatissima manovra a 4 braccia durata 5 lunghissimi intermnabili minuti per riuscire a coricarlo nel suo lettino senza svegliarlo!

Visto il mio ultimo post su compiti, activity books e creatività, e viste le similitudini tra mio figlio ed un iPhone/iPad, la segnalazione di oggi riguarda una meravigliosa rivista interattiva su iPad per bambini, Timbuktu, che a breve pubblicherà il secondo numero. Stay tumned!

p.s. Avete ancora la giornata di oggi per lasciare un commento A QUESTO POST per vincere meravigliosi premi messi in palio da YellowBasket!

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Studiolo vintage per bambini

Capita non così raramente di questi tempi che la mia ciccetta con fare saputello mi si presenti e mi comunichi con piglio sfrontato: Mamma, io vado nel mio studio a fare i compiti“. Noi a casa non abbiamo una stanza dedicata che chiamiamo studio, suppongo che questo termine lo abbia mutuato dal nonno intellettuale, il “fare i compiti” invece è una cosa che ha sentito da fratelli e sorelle maggiori di suoi amichetti.

Sono molto contenta che mia figlia si metta volentieri a colorare e disegnare, che abbia imparato a gestirsi autonomamente e che consideri quell’angoletto della sua stanza così speciale da chiamarlo studio. Quello che mi dispiace invece è che da quando è entrata alla materna è un continuo voler scolarizzare i bambini. Fare i compiti per lei non è altro infatti che ricalcare delle linee tratteggiate o colorare all’interno dei margini. Lei adora queste attività, letteralmente! Di questa categoria di “activity books” non sono ancora riuscita a trovare nulla che non siano esercizi di prescrittura (Taro Gomi lo conosciamo eh!). Chiedo quindi ai miei lettor* competenti in materia: ma è mai possibile che le uniche cose da proporre ai bimbi siano linee tratteggiate da ricalcare? La prescrittura può essere un pochino più creativa?

Io comunque sono arrivata in prima elementare che non sapevo scrivere e non è stato un problema per la mia carriera scolastica.

La segnalazione di oggi è una fantastica scrivania vintage trovata sul sito Bianca and the Family.

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Yellow nook give-away

yellow nook give-away from yellowbasket.itSono davvero contenta di annunciare oggi questo strepitoso give-away offerto da Marta ed Alice di Yellowbasket. Ci eravamo conosciute circa un anno fa quando mi invitarono all’innaugurazione del loro fantastico concept-store a Torino, ci siamo incontrate poi a Roma, a Milano per il Salone, ed ora di nuovo qui, sul mio blog per questo ricchissimo give-away! Il tema questa volta è la lettura e l’allestimento dell’angolo lettura, della reading nook di cui ho anche parlato qui. Insieme a Marta ed Alice quindi abbiamo pensato ad un angolino allegro, giallo, in cui rilassarsi e leggere un bel libro e così è nato questo give-away composto da “I Tre Porcellini” di Steven Guarnaccia pubblicato dalla Corraini, dal pouf giallo della francese Lalé, e dalla lampada “Yellow Pigeon” di Ed Carpenter. Non è l’unica novità questo premio, infatti oggi le Yellowbasket annunciano spese di spedizione gratis su tutti gli acquisti fino a Natale!

Le regole sono semplici: avete fino a martedì 29 per

1) lasciate un commento a questo post,

2) iscrivervi alla newsletter di Yellowbasket a questo link.

Nauralmente la diffusione via twitter e facebook è molto gradita! Giovedì 1 Dicembre verrà annunciato il fortunato vincitore. Buona fortuna allora!

QUESTO GIVE-AWAY E’ CHIUSO!

Clicca qui per sapere se hai vinto!

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Lanterne di carta

la stanza della nanna nell'asilo nido Rigotondo di MilanoOggi vi mostro qualche esempio creativo di utilizzo delle comunissime lanterne di carta. Noi in casa non le abbiamo mai avute, mio padre ha sempre odiato questo tipo di lampadari perchè diceva che gli ricordavano i tempi alla casa dello studente, quando era uno squattrinato universitario. A me invece non dispiacciono e ho pensato di mostrarvi qualche esempio per personalizzare la stanza dei bambini con pochi soldi e un po’ di manualità. Il primo esempio in realtà è duplice, trattasi infatti della stanza della nanna dell’asilo Rigotondo di Milano. Nella stanza c’è un bellissimo murales di Francesca Quatraro, bravissima illustratrice italiana nonchè guest-illustratrice della testata di questo blog. E’ proprio grazie al blog header che Camilla e Valeria, fondatrici dell’asilo, l’hanno conosciuta e le hanno chiesto di affrescare una stanza del loro asilo. Come vedete dal soffitto pende una pioggia di lanterne di carta che creano davvero una bellissima atmosfera.

Qui invece vi mostro il risultato di una personalizzazione semplice ma davvero d’effetto, trovate i dettagli su come realizzarla da voi qui. Anche sul mitico Ikeahacker c’è qualcosa in tema, andate a vedere qui. Da quest’anno comunque Ikea ha introdotto i lampadari lanterna anche in diverse tonalità di colore ed anche io sinceramnete ci sto facendo un pensierino!

light lantern by Mimilou

Se invece siete propio pigri vi consiglio questi della francese Mimilou, di cui adoro

soprattutto gli stickers dallo stile discretamente romantico.

Anche voi avete un lampadario lanterna in casa?

 

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www.brebi.it

Oggi vi parlo di una piccola realtà a Como, Maddalena ha infatti da poco innaugurato il  suo delizioso concept-store per bambini, Brebì.

La cosa che più di tutte mi ha colpito di questa nuova realtà, oltre al garbo e all’entusiasmo della fondatrice, alla scelta dei prodotti, all’atmosfera dello store…è che Maddalena non ha bimbi! E’ lei stessa che mi ha raccontato come da stylist di moda ad un certo punto aveva cominciato ad appassionarsi al mondo magico dei bambini ed ecco così che, complice il suo compagno stanco delle revisioni contabili, ha dato mollato tutto per dare alla luce questo delizioso angolino delizioso pieno di abbigliamento, giochi ed accessori dal gusto delicato.  Il coraggioso revisore contabile inoltre ha firmato la collezione di abbigliamento “Moresi for Brebì”, prodotta completamente in Italia dal maglificio di famiglia!

Per la foto ho scelto un piatto ed un bicchiere in plastica riciclata della giapponese Hana Blomst ed un donodolo-montone di Danish Crafts.

 

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Per fare un albero

Libreria Fagus by Al2698Oggi vi segnalo questa bellissima libreria…made in Italy! Chi mi segue avrà notato come ultimamente sono sempre meno esterofile le mie segnalazioni, grazie ad un nuovo fermento che ultimamente ho trovato anche in Italia per arredi e decor per la stanza dei bambini. Questa libreria è infatti dell’italiana Al2698, marchio che dal 2009 produce complementi d’arredo dai materiali ecosostenibili quali alluminio e legno e caratterizzati da un design semplice e raffinato. La libreria sorella, la Ginko, un pochino diversa nelle forme da questa Fagus, anche molto bella ed elegate, l’avevo scoperta ad Aprile a KidsRoomZoom.

Una libreria che sia adatta alla stanza dei bambini dovrebbe essere a mio parere “aperta”, e quindi  con i fianchi possibilmente aperti in modo che i libri o i giochi che ospita siano ben illuminati, con mensole poco profonde e non troppo lunghe in modo che sia facile tenere i libri in ordine e tutti ben in vista. Inoltre una libreria per bambini deve anche avere qualche ripiano d’emergenza NON alla portata dei bambini, per mettere in sicurezza giochi e libri poco adatti in caso di feste e pomeriggi di gioco con gli amici di scuola. La libreria Fagus mi sembra soddisfare tutti i requisiti aggiungendo un tocco di stile alla funzionalità introducendo un elemento adorato da tutti i bimbi, l’albero!

E voi avete altre regole d’oro da suggerire per una perfetta libreria in camera dei bimbi?

 

 

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La settimana scorsa era iniziata con una fine, la fine della visita dei suoceri ed era quindi già iniziata con arretrati di ogni tipo, arretrati di tranquillità, di faccende da sbrigare e altre cose che ho rapidamente rimosso…ed è finita con me che venerdì sera ero distrutta. Già nel pomeriggio sentivo che non avrei avuto le forze per rimanere sveglia molto più a lungo dei miei ciccetti. Ho poi capito abbastanza in fretta che non sarei sopravvissuta neanche ad un leggerissimo film d’amore, per non parlare di conversazioni articolate o letture impegnate. Dopo il parchetto quindi ho deviato tatticamente per passare dal giornalaio ed ho investito in riviste: 1 copia di Elle Decor Itala, 1 copia di La Cucina Italiana, 1 copia di Sale&Pepe, 1 copia di Casa Facile. La stanchezza mi ha permesso a malapena di sfogliarli tutti, ma sono certa che tutti quei dolci sogni erano anche grazie al dolce alla mela che avevo intravisto su quelle pagine, anche grazie a quel divano enorme e biaco candido su cui mi ero soffermata.

Segnalazioni quindi senza links in questo post! Vi segnalo un bel servizio su La Cucina Italiana per una tavola a misura di bambino, ottime ricette a base di castagne su Sale&Pepe, e poi una strana coincidenza che questo mese accomuna due riviste molto diverse tra loro. Sia su Elle Decor che su Casa Facile questo mese dei bellissimi lambadari nudi fatti utilizzando dei vecchi paralumi. Io in effetti ne ho uno recuperato per strada che da mesi attende di esser risistemato…

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Questione di soldi

Io da piccola come tutti i bambini volevo sempre tante cose, me ne ricordo perfettamente! Volevo che mi si comprassero dei sandaletti rossi nuovi, un cicciobello non cinese (mamma ci comprava sempre il cicciobello cinese, noi lo massacravamo e lei imperterrita si ripresentava con il cinesino) e tantissime altre cose. Mia mamma usava come tecnica quella di addurre la questione economica. Se le chiedevo qualcosa lei rifiutava sempre con la scusa che non avevamo abbastanza soldi. Se le facevo il paragone con altri bimbi che mi sembravano più poveri di noi e che comunque avevano l’oggetto dei miei desideri allora magari tirava fuori che erano figli unici. Se lei avesse comprato qualcosa a me avrebbe dovuto comprarla anche a mia sorella e i soldi non sarebbero comunque bastati.

Addirittura anche una volta che le chiedevo di fare i buchini alle orecchie lei se ne uscì con la solita scusa. E io a mia volta me ne uscii con mia nonna dicendo una cosa tipo: “Nonna lo sai che siamo tanto tanto poveri che io non posso neanche farmi i buchi alle orecchie come te?”. Mia nonna naturalmente lanciò a mia mamma un’occhiata davvero indimenticabile, ogni tanto ci ridiamo ancora sopra.

Ora da mamma io cerco di dire no spiegando che ci sono abbastanza giochi in casa e abbastanza buoni motivi per divertirsi senza dover comprare qualcosa di nuovo e cerco comunque di impormi come mamma e basta, non come mamma povera. Ma forse ormai alla soglia dei quattro anni sarebbe anche giusto cominciare a parlare di denaro…voi l’avete fatto? In che modo e in quale occasione?

Questi simpatici salvadanai in legno laccato sono dell’americana Pearhead.

 

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Morbidi puzzle

Soft floor tiled from SkipHop

Il posto più sicuro per un bimbo piccolo dai 4-5 mesi in poi è sicuramente il pavimento, al minimo dell’energia potenziale, e questo lo sanno tutte le mamme! Occorre quindi munirsi di qualcosa che renda sto pavimento un pochino kids friendly. Basta andare in un qualsiasi negozio di giochi per trovare i soliti quadrotti in plastica non meglio categorizzata, oppure in un negozio di sport per trovare dei prodotti meno decorati ma più stabili e robusti. Io avrei anche trovato in questi interlocking foam tiles della Skip*Hop dalla grafica pulita e moderna, che sono in materiale privo di BPA, PVC e ftalati (di questa marca vi ho già segnalato un’altra cosetta).  A breve arriveranno in commercio anche un’altra versio ne più bimbesca, un’anteprima qui. Trovo questo prodotto un ottimo accessorio per allestire un colorato angolo morbido. E come avete allestito voi l’angolo morbido dei vostri piccoli?

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Specchio Metro by MyMirrors.itLo specchio nella cameretta è decisamente un must, un must da subito, da quando i piccoletti cominciano a mettersi a pancia in giù e ad esplorare il mondo con la testolina alzata e curiosa. Gli specchi infatti non mancano mai neanche negli asili, grandi, messi bassi con vicino un tappetone, forniscono uno spunto per infiniti giochi alla scoperta della propria immagine e di quella dei compagni. Cercare di catturare l’immagine che lo specchio rimanda, vedersi, riconoscersi è un gioco che meraviglia un po’ tutti, non c’è che dire. Noi però questo passo non l’abbiamo ancora fatto, nella stanza dei nostri piccoli infatti manca ancora un bello specchio.

…e però poi c’è la nonna…la nonna ex-sessantottina, ex-portatrice di pelliccia di visone (erano i tardi anni ’80), la nonna che ora vuole solo il meglio per sua nipote. La nostra nonna voglio-solo-il-meglio è comunque molto discreta e rispettosa di come vediamo noi il gioco, di cosa vogliamo noi che entri in casa per i nostri figli. La nonna quindi prima di comprare dei trucchi alla nostra ciccetta ha chiesto il permesso…e le è stato anche negato, ripetutamente negato, fino ad una settimanella fa. Alla soglia dei 4 anni, ormai inserita nella scuola materna di quartiere con tutto quello che ne consegue, abbiamo deciso che la nonna poteva regalare alla nipotina un burro cacao leggermente colorato e possibilmente bio. La nonna si è presentata invece con due lip-gloss delicatamente glitterati, uno trasparente della shisheido, l’altro rosellino di Chanel. Questo sono i trucchi migliori per mia figlia secondo mia mamma che mi ha proibito di andare a scuola con il rossetto fino ai 17 anni (mentre lei girava in pelliccia)!

L’altra sera mia figlia ci ha detto che le serve uno specchio in camera.

Gli specchi che segnalo sono due specchi della collezione My Mirrors della vetreria italiana VBglass. Sono specchi sicuri perchè sono in vetro stratificato e dotati di una pellicola di sicurezza anti-infortunio.

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