Emmo, un gioco interattivo per bambini ipovedenti

Emmo, un gioco per bambini ipovedenti ideato da Dorotea Panzarella

Poi un giorno vi parlerò dei cortocircuiti che mi portano a postare una cosa piuttosto che un’altra, che mi lascia covare una segnalazione anche mesi, ma non oggi. Oggi non posso permettermi di divagare perchè il progetto che vi segnalo merita tutta la nostra attenzione, totale!

E’ poi una singolarità quella di oggi, mai sin ora vi avevo parlato di giochi per bambini con difficoltà, tanto meno di interaction design, di Arduino, di rapid prototyping. Emmo è tutto questo, è una tesi di laurea, concepita durante un corso di interaction design, ripensata durante una conferenza importante, l’International Conference on Interaction Design and Children, e poi affinata con osservazioni sul campo, con loro, i bimbi ipovedenti che Dorotea Panzarella vuole aiutare con il suo gioco interattivo Emmo. Durante riflessioni in tre centri nel nord Italia  (la Fondazione Hollman di Padova, l’Istituto Regionale Rittmeyer di Trieste ed il Centro Ciechi St. Raphael di Bolzano), Dorotea ha deciso di riflettere su come far interagire i bimbi ipovedenti con lo spazio, offrendo loro un gioco che li aiuti a vincere le paure e le difficoltà che una carenza nella vista comporta, carenza che limita le loro capacità motorie e di coordinamento.

Emmo gioco interattivo per bambini ipoedednti di Dorotea Panzarella
Una base e degli elementi luminosi che vengono distribuiti nello spazio, in una stanza, a scuola, una bacchetta-detector che il bimbo impugna e che una volta avvicinata agli elementi luminosi li fa accendere ed emettere dei suoni. La base con delle successioni sonore stabilisce in che ordine recuperare gli elementi sonori e che quindi indurranno il bambino a scoprire lo spazio intorno a se ed a farsene una mappa sonora e luminosa.
Dorotea ha realizzato il suo Emmo utilizzando Arduino e la tecnologia Rfid per il riconscimento degli elementi mobili. Arduino è una scheda elettronica a microcontrollore (cioè un piccolo computer) open-source e made in Italy, con un linguaggio di programmazione piuttosto semplice, pensato per lo sviluppo di prototipi di oggetti o ambienti interattivi. Arduino è utilizzato oggi da artisti, designer, appassionati e makers.
Di Emmo adoro tutto, il design, il fatto che sia un gioco didattico, un gioco pensato per vincere dei limiti, che sia un prototipo nato dall’entusiasmo di una giovane laureanda, che sia sviluppato con tecnologie open-source.
Ora Dorotea lavora e collabora con architetti e designer e spera di riuscire a produrre a breve un secondo prototipo del suo Emmo per una intensiva campagna di validazione del suo gioco con bimbi ipovedenti. Dorotea ha fatto un gran bel lavoro e spero che chi ci legge possa dare una mano ad Emmo, alla sperimantazione sulla riabilitazione attraverso l’interaction design, ma soprattutto ai bambini che hanno bisogno di stimoli per acquisire competenze motorie inibite dal loro deficit visivo.
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Comments

  1. says

    lo conosco bene Arduino, e sono sensibile al discorso difficoltà di visione dei bambini… :/
    Un grande in bocca al lupo a questo bel progetto ;)

  2. says

    Veramente interessante, anch’io lavoro con bambini in difficoltà e conoscere nuove tecnologie aiuta ad allargare la mente sui potenziali diversi modi di lavorare con la disabilità. Sono già andata a curiosare da Dorotea!

  3. Dorotea says

    Anche io ringrazio Valentina per l’articolo su Emmo! E sono contenta che apprezziate il progetto. ^_^

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