Roma Contemporary

Paula e WIP al Roma ContemporaryA Roma, che io personalmente considero una capitale provinciale, lo scorso week-end si è tenuta la fiera di arte contemporanea Roma Contemporary, quest’anno rinnovata nell’organizzazione, ed aperta non solo agli addetti ai lavori, ma anche al pubblico, pubblico fatto di persone anche come me, abbastanza a digiuno di arte contemporanea e completamente all’oscuro di tutto il “mondo” intorno alle gallerie d’arte.

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La quinta malattia

Deluxe Art Center

Capitano periodi così, a Roma piove a Maggio, Lui è uno straccio causa brutto raffreddore, il nanetto non dorme più…e la mia ciccetta si è anche presa la più esotica delle malattie esantematiche, la quinta, quella dello schiaffo! La ciccia sta benissimo in realtà, il pediatra ci ha confermato che in teoria la piccola non dovrebbe neanche essere allontanata da scuola, ma mi ha consigliato di tenerla comunque un giorno a casa per evitarmi rogne con maestre ed altre mamme apprensive. Ed è così che siamo a lavorare da casa una accanto all’altra, io ho sgombrato il tavolo nella sala, lei si è trasferita qui accanto a me con il suo tavolino. Siamo un team affiatato: entrambe affaccendatissime, radio accesa e chiacchiere a ruota libera.

Utensilo by Vitra

Sebbene per lei io abbia voluto un tavolino semplice rettangolare, che fosse comodo per lei quando è sola, ma anche quando ci sono amichetti il pomeriggio o a cena (al tavolo ci si può sedere su tutti e 4 i lati, la ciccia ha già fatto cenette numerosissime!), questo tavolo, anzi questo craft center, sarebbe perfetto per una giornata di lavoro da casa come questa. Al solito è un prodotto americano, logisticamente lontanissimo dalla nostra portata!

Un’accessorio di design per uno stylish kids craft center un po’ meno impegnativo e decisamente utile e pratico, è il super classico Utensilo, rimesso in produzione da Vitra dopo anni nel dimenticatoio: 2 grandezze, 3 colori, di Dorothee Becker, datato 1970!o americano, logisticamente lontanissimo dalla nostra portata.

Utensilo via Alyssa Zukas.

Emmo, un gioco interattivo per bambini ipovedenti

Emmo, un gioco per bambini ipovedenti ideato da Dorotea Panzarella

Poi un giorno vi parlerò dei cortocircuiti che mi portano a postare una cosa piuttosto che un’altra, che mi lascia covare una segnalazione anche mesi, ma non oggi. Oggi non posso permettermi di divagare perchè il progetto che vi segnalo merita tutta la nostra attenzione, totale!

E’ poi una singolarità quella di oggi, mai sin ora vi avevo parlato di giochi per bambini con difficoltà, tanto meno di interaction design, di Arduino, di rapid prototyping. Emmo è tutto questo, è una tesi di laurea, concepita durante un corso di interaction design, ripensata durante una conferenza importante, l’International Conference on Interaction Design and Children, e poi affinata con osservazioni sul campo, con loro, i bimbi ipovedenti che Dorotea Panzarella vuole aiutare con il suo gioco interattivo Emmo. Durante riflessioni in tre centri nel nord Italia  (la Fondazione Hollman di Padova, l’Istituto Regionale Rittmeyer di Trieste ed il Centro Ciechi St. Raphael di Bolzano), Dorotea ha deciso di riflettere su come far interagire i bimbi ipovedenti con lo spazio, offrendo loro un gioco che li aiuti a vincere le paure e le difficoltà che una carenza nella vista comporta, carenza che limita le loro capacità motorie e di coordinamento.

Hallingdal 65

Zoo by Ionna Vautrin with Kvadrat fabricCome può diventare un tessuto un classico del design? Difficile da dire, probabilmente nel caso di Hallingdal 65, tessuto disegnato nel 1965 da  Nanna Ditzel c’è anche il supporto costante che la casa produttrice, la danese Kvadrat, ha sempre dato a questo prodotto, scegliendo sempre di lavorare con designer giovani e sperimentatori, capaci di lavorare con essenzialità di forme ma non di colore (connubio davvero raro!). Molti appassionati di design infatti non possono non ricordare tra le tante l’istallazione “Textile Field”.[Leggi tutto]

Happy Mother’s day

Mother's day free printableLe cose che mia madre escogitava quando voleva tenerci impegnate erano davvero semplici e si contavano sulla punta delle dita. Io e mia sorella infatti non avevamo molti giochi, costruzioni e barbie essenzialmente, il resto delle nostre giochi preferiti erano cose “di casa”. Dalla pasta alla chitarra all’uncinetto, dallo battere a macchina lettere inventate alle maschere di bellezza! E quindi proprio pensando alla mia infanzia che ho fatto questo semplice pdf da scaricare con delle etichette per confezionare con gusto magici “impiastri” naturali, pozioni di bellezza che possiamo mischiare insieme ai nostri piccoli, per noi e per le nostre stesse mamme. Non c’è gioco più divertente infatti del mettere le mani “in pasta”, del pasticciare, dell’inventare ricette fantastiche.

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