L’arte da annusare e da toccare

E da tanto che volevo parlarvi di un nuovo progetto attivo qui a Roma, WorkInProject, che ho avuto modo di conoscere da vicino. Oggi finalmente quindi vi racconto delle nostre avventure nel mondo dell’arte contemporanea, avventure in cui le bravissime WIPs (e mia figlia purtroppo quando le ho chiamate così ha pensato alle Winx!!!) ci hanno accompagnato con passione ed entusiasmo, ma soprattutto con grande, grandissima competenza.

Tutto è nato da un commento ad un post (questo) e da lì le ho sempre seguite grazie alla loro puntualissima e discreta newsletter. Linda, Silvia, Giovanna e Valeria poi le ho riviste durante attività per grandi e per bambini fino a quando poi ho deciso di coinvolgerle nella festa per mia figlia (qui il dettaglio dei laboratori che offrono per compleanni).

Alla festa oltre a fare un gran figurone con le altre mamme, Linda e Silvia sono state in grado di coinvolgere una vera “pipinara” di bambini tra i 4 ed i 6 anni in un lavoro stupendo con le spezie (annusiamo i colori).

La cosa che apprezzo molto di WorkInProject però è il loro lavoro di diversi fronti. Oltre ad offrire molti servizi per l’infanzia, le ragazze propongono moltissime attività, tra visite guidate e laboratori, anche per gli adulti. E’ stato bellissimo mollare i pupi e per un pomeriggio lasciarmi trasportare nel mondo dell’arte performativa , anche Lui da solo con i bimbi mentre ero a Parigi  si è regalato del tempo per se alla fondazione Giuliani mentre la ciccia faceva arte con altri bimbi.

Insomma un’associazione WIP molto attiva a Roma, della quale, più che la straordinaria preparazione come storiche dell’arte e nel campo della didattica museale, io apprezzo il lavoro continuo sul territorio, lavoro che ha permesso ad una normalissima famiglia come la nostra di entrare in contatto con realtà artistiche troppo spesso di difficile fruizione. Portando i laboratori per bambini, per famiglie ed adulti in giro per le numerose gallerie contemporanee della città, ci ha aiutato a mappare l’arte in modo diverso, quindi non più solo attraverso eventi legati al circuito museale tradizionale. Insomma un lavoro molto interessante e soprattutto necessario a Roma!

Vi lascio poi con una piccola scheda, preparata in poco tempo in modo casalingo, una specie di guida all’analisi che mi è stata ispirata dalle stesse WIP. Sul loro sito infatti nella sezione Strumenti ho trovato interessantisssime schede all’analisi di opere d’arte contemporanea disseminate nella città di Roma. Le abbiamo studiate tutte io e la mia piccola intenditrice e da quelle ne ho elaborata una adatta all’analisi di tele da fare in casa, magari una sera al posto del solito cartone. Fateci sapere come andranno i vostri laboratori artistici casalinghi quindi!

>>>Scaricate qui la scheda di analisi<<<

p.s. E non dimenticate di tenere sott’occhio il loro calendario di eventi!

Imparare giocando

Tilacino wooden toy by studio AlburnoIl gioco lo sappiamo tutti è il metodo migliore per imparare, non solo, è un attività presente in tutti gli esseri viventi, non è quindi un’attività tipica di una specie evoluta, una finta necessità indotta dalla cultura, è una cosa naturale come mangiare, bere e dormire. A giocare infatti son bravi tutti, uomini ed animali. Ed anche gli etologi son d’accordo, l’animale gioca per imparare, per esercitarsi alla vita. Insomma siamo d’accordo tutti, giocare è un’attività naturale, piacevole, divertente ed anche necessaria per la crescita e l’apprendimento. Non conosco testi in merito, vi consiglio solo questa interessante lettura scoperta per caso anni fa ed apparsa sul NYT, Taking Play Seriously.

Ma torniamo a noi, il gioco è il metodo migliore per introdurre anche temi impegnativi come la sostenibilità dello sviluppo, l’evoluzione della specie e perchè no, anche l’estinzione di una specie. E Niccolò Bottarelli, il creativo-artigiano dietro Studio Alburno, è del mio stesso avviso, ha deciso infatti di dare vita a LAST, un progetto che vuole  mantenere viva l’attenzione sui problemi legati all’estinzione degli animali che a causa dell’uomo sono scomparsi o stanno per scomparire. Niccolò utilizza tecniche artigianali, simili a quelle usate un tempo, con cui si realizzavano i giocattoli per raccontare la vita dell’epoca, dal cavallo agli animali della fattoria. Con LAST invece ci propone una piccola serie di animali estinti, che spera di riportare in vita con il gioco dei nostri bambini.

Nella segnalazione di oggi quindi il Tilacino in legno di Studio Alburno, estinto dalla Tasmania intorno agli anni ’30.

Confessioni di una blogger snaturata

Bobo chair by Bobo Choses

Ultimamente mi sento molto in colpa, sto trascurando un po’ il mio blog, complice la stanchezza che mi prende la sera, che mi confonde, che mi fa lavorare in modo discontinuo e disordinato, che mi scompagina le idee e le infinite to-do lists!

Ieri sera però una miracolosa telefonata importante mi ha aiutato a superare la fascia critica delle 22, e sono riuscita a rimanere sveglia davvero fino a tardi. Ed è stato come ai vecchi tempi, quando avevo meno stress a lavoro, meno figli da accudire, ed ho fatto tante cosette che volevo fare da tantissimo, ho cambiato testata al blog, ho riordinato tutti i bigliettini da visita che avevo preso a Playtime, ho mandato un pezzo che avrei dovuto consegnare due mesi fa, ho preparato le domande che accompagneranno il prossimo “kids room tour” (ho in serbo per voi una cameretta bellissima!) ed ho anche pagato un paio di bollette che erano in attesa da una ventina di giorni.

E c’è davvero ancora molto altro da preparare! C’è un post sul tema dell’ordina in attesa da un anno (si, avete letto bene!), c’è un progetto davvero importante su cui mantengo il riserbo perchè sono davvero ancora in alto mare e ho una paura matta di non farcela, c’è il printable per Pasqua da preparare, un tutorial che “covo” da mesi, il media-kit che ho promesso a tanti sponsor interessantissimi, per non parlare dei biglietti da visita che invece sono ancora tutti da rifare e che devono essere pronti per il Salone del Mobile!

Ma dopo ieri sera sono fiduciosa, adesso che ho capito che basta una telefonata a strapparmi dalla spirale soporifera delle 22, penso che questo blog sarà trascurato di meno d’ora in poi! Quindi amiche, se dovete chiamarmi, aspettate le 22 per farlo!

Vi lascio con questa particolare sediolina richiudibile prodotta in edizione limitata da Bobo Choses, brand davvero interessante di abbigliamento per bambini di cui hanno scritto in passato anche Le Funky Mamas

Abbiamo voluto la bicicletta

Lulù, illustration by Pierluigi RiccioCredo di averlo già detto, una delle cose più belle che sono arrivate avendo un blog  è che sono stata “avvicinata” da tante persone, sempre con gentilezza ed entusiasmo. E’ una cosa bella, soprattutto se penso a quanto è avviata (per non dire monotona!) la vita di una donna come me, con un lavoro avviato, due figli ed una fissa dimora. A rimorchiare alle feste non vado più ed il blog mi ha aperto una nuova finestra verso persone interessanti, ma soprattutto piacevoli! E’ così che più di un anno fa mi scrisse una ragazza chiedendomi se per caso avessi info pratiche che lei stava cercando. Non era il caso, ma cominciò uno scambio di mails. Scoprii poi che suo marito si dilettava a tempo perso come illustratore, così quindi ho conosciuto anche Pierluigi Riccio, il pedalatore dietro Abbiamo voluto la bicicletta, un blog scansonato di appunti familiari per immagini, nonchè il gioioso papà di Lorenzo. Seguendo il suo blog  ho saputo dell’arrivo del primo dentino, delle sue letture impegnate sulla spiaggia.

Di Pierluigi adoro il tratto in bilico tra il moderno ed il retrò, un po’ minimal e un po’ freak!
Da poco ha deciso di fare le cose sul serio ed ha dato in stampa la serie Circus, una serie limitata di illustrazioni che trovate sul suo negozio Etsy. Ed io mi sono innamorata. Follemente, di Lulù!

Toc toc

E’ da un po’ che seguo la spagnola Be, mi è piaciuta la loro idea di dare ad un “toddler bed” una seconda chance come libreria, di far rivivere una culla nello studio di mamma e papà, ma ancora non c’era stata la scintilla e non vi ho mai segnalato nulla. Ieri invece per caso sono andata a riguardarmi il  loro catalogo ed ho scoperto questa nuova proposta davvero unica, una porticina giocattolo, un paravento, un elemento divisorio, una cosa semplicissima e magica, come una porta che si apre su mondi fantastici, su nascondigli, reggie e castelli.

E buon week-end a tutti.