Ora vado nel mio studio

Studiolo vintage per bambini

Capita non così raramente di questi tempi che la mia ciccetta con fare saputello mi si presenti e mi comunichi con piglio sfrontato: Mamma, io vado nel mio studio a fare i compiti“. Noi a casa non abbiamo una stanza dedicata che chiamiamo studio, suppongo che questo termine lo abbia mutuato dal nonno intellettuale, il “fare i compiti” invece è una cosa che ha sentito da fratelli e sorelle maggiori di suoi amichetti.

Sono molto contenta che mia figlia si metta volentieri a colorare e disegnare, che abbia imparato a gestirsi autonomamente e che consideri quell’angoletto della sua stanza così speciale da chiamarlo studio. Quello che mi dispiace invece è che da quando è entrata alla materna è un continuo voler scolarizzare i bambini. Fare i compiti per lei non è altro infatti che ricalcare delle linee tratteggiate o colorare all’interno dei margini. Lei adora queste attività, letteralmente! Di questa categoria di “activity books” non sono ancora riuscita a trovare nulla che non siano esercizi di prescrittura (Taro Gomi lo conosciamo eh!). Chiedo quindi ai miei lettor* competenti in materia: ma è mai possibile che le uniche cose da proporre ai bimbi siano linee tratteggiate da ricalcare? La prescrittura può essere un pochino più creativa?

Io comunque sono arrivata in prima elementare che non sapevo scrivere e non è stato un problema per la mia carriera scolastica.

La segnalazione di oggi è una fantastica scrivania vintage trovata sul sito Bianca and the Family.

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Comments

  1. says

    Penso che ci siano molte cose da proporre ai bimbi oltre la prescrittura, ma è anche vero che ritagliare e colorare aiutano in genere a sviluppare ka coordinazione.
    E ci sono, credo, altri due fattori importanti:
    1. oggi alle elementari partono in quarta e saper tenere correttamente la matita o seguire un tratteggio aiuta
    2. i bimbi sono molto più svegli di quanto fossimo noi alla loro età :-)
    E poi se a lei piace farlo…perchè no?

  2. says

    @mammachetesta non so nulla del mondo delle elementari e son ben contenta di sapere che la perfetta prensione di mia figlia le sarà d’aiuto. La cosa che mi preoccupa (poco naturalmente!) è che si perda troppo presto la capacità di creare dal nulla, dal foglio bianco, senza il bisogno di sagome da riempire o di segni da inseguire. Cmq noi ci divertiamo ancora un mondo con forbici e pennelli, sia io che lei!

  3. says

    Bhe io sono perfettamente daccordo con te! Insegno alla materna musica e tutte le volte che entro in classe trovo i bambini annoiati a fare “schede” così le chiamano e devono o colorare disegni, per la loro età o ricalcare tratteggi come dicevi tu! E dove va a finire la loro creatività? sarò strana ma mi piacerebbe vedere una volta qualcosa che partisse da loro, da una macchia, uno scarabocchio che magari ai nostri occhi sembrerà niente ma che invece per loro ha un senso. ci danno così tanti spunti i bambini che intrappolarli in una scheda mi sembra assurdo. :)

  4. says

    Ommammina! Mi spiace sentire che siamo rimasti davvero all’età della pietra! Sono educatrice anche se ho esercitato poco, ma ricordo bene tutti i libri sui nuovi orientamenti e il metodo di apprendimento dei bambini a quell’età per le nuove generazioni di insegnanti è ben altro che fare schede!
    Si parla invece molto (da quasi 20 anni!!) di “campi di esperienza”!!
    La scuola italiana è dura da aggiornare purtroppo :(

    Io mi ritengo molto fortunata perchè mia figlia di 3 anni (ancora da compiere) è un una classe mista d’età e non potrebbe mai stare in classe a fare schede con i bimbi più grandi. Ha una maestra titolare (che conosco bene) di nuova generazione affiancata da una maestra giovanissima. Mia figlia viene sempre a casa col grembiule sporco con grande soddisfazione mia e delle maestre. E i lavori che fa in classe sono diversi ogni giorno.
    Alla fine del percorso in quella classe i bambini sanno comunque tenere in mano le penne (la mia in due mesi ha già imparato), sanno contare e sono prealfabetizzati. Sicuramente i metodi possono essere differenti dalle schede!
    Comunque per i bimbi penso valga ancora molto la capacità di coinvolgimento degli insegnanti e il loro saper essere “maestri”. Molti mestri capaci rendono il metodo una mera sfumatura! ;)

  5. Letizia says

    Figurati che io sarei addirittura per il gioco libero, finché si può! E quando sento le mamme che si lamentano perchè all’asilo si fanno poche attività mi vengono i brividi!!!!! E, sarò anche una pecora nera, ma preferirei che si seguissero le inclinazioni dei bambini senza precorrere i tempi. Saranno anche più svegli di quanto non lo fossimo noi, ma di sicuro sono moooooolto più stressati. No?

  6. Francesca says

    Ciao. E’ la prima volta che porto un commento ad un tuo post… La mia bimba è una mezzana e vivo esattamente gli stessi tuoi dubbi. Dopo una blandissima ricerca sul web ho deciso di regalarle per Santa Lucia l’Alfabetiere di Munari… Io penso che si debba giocare di più, li si debba stimolare di più alla creatività, e l’approccio di Munari mi sembra molto bello. Ti farò sapere come va!

  7. barbara says

    Ciao! In realtà non l’ho ancora letto anche perchè il mio bimbo è ancora piccollissimo, ma mi ispira molto il libro di Beba Restelli, “Il gioco di alfa e beta”…sempre ispirato al metodo gioco di Munari.

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