Il passeggino Joolz

Passeggino Joolz DayChi mi segue da un po’ avrà di certo notato che oltre a non segnalare mai lettini con le sbarre, io non ho neanche mai segnalato passeggini. Il motivo è naturalmente puramente personale: noi a suo tempo abbiamo così faticato nel compiere la scelta, abbiamo sentito così tanti pareri discordanti tra altri amici e colleghi futuri-genitori al corso pre-parto che mi sono convinta che la scelta del passeggino è una cosa personale, un po’ come la scelta del nome. Per questo quando poi ho cominciato a scrivere il blog non me la sono mai più sentita di fare sengnalazioni o dare consigli su questo annoso tema! Poi un giorno ho ricevuto una mail molto simpatica che si concludeva così:

“Insomma, quello che volevo dire è complimenti, esiste una mamma con occhio per il design, che guarda oltre l’orizzonte e che vuole condividere tutte queste bellissime scoperte con il suo pubblico online!”

In seguito ho scoperto che a scriverla è stata la country manager della Joolz (www.my-joolz.it) che produce il passeggino Joolz Day, disegnato con un occhio allo stile ed al design, ma soprattutto con una grande attenzione all’ergonomia, nel pieno rispetto quindi delle esigenze del bimbo ma anche dei genitori che lo scorrazzano per la città!

Da quella mail è nata un’interessante conversazione on-line ed alla fine Leida Willing, mamma , appassionata di design e manager olandese in Italia da be 8 anni e si è fatta intervistare e racconta su Design per Bambini della sua passione per il design, dell’Italia e degli italiani come mamma e come country manager della Joolz. Buona lettura!

Allora Leida, cosa ti manca di più dell’Olanda da quando sei mamma, come è cambiato con la maternità il tuo rapporto con la “Patria Lontana”?

Passeggino Joolz Day

Certe cose in effetti si notano solo quando sei coinvolto in prima persona. Per esempio in Olanda il tempo lascia a desiderare e forse per questo motivo i genitori sono meno ansiosi per quanto riguarda la salute dei propri figli rispetto all’Italia. La prima volta che ho sentito una mamma che si trovava al mare con suo figlio dire: “Non entrare nell’acqua, hai appena mangiato, bisogna che tu aspetti almeno 3 ore!” sono scioppiata da ridere: il povero bambino stava morendo dal caldo, voleva ovviamente giocare nell’acqua (che aveva una temperatura di minimo 25 gradi…).

Le mamme olandesi in questo senso sono meno preoccupate per la salute dei loro bimbi. Qui in italia da quando sono mamma ho notato che i bimbi portano cappelli e sciarpe fino a maggio inoltrato…..Per questo  sono rimasta davvero olandese (anche se la mia mamma non è d’accordo da quando mi ha visto costringere le mie bambine ad indossare il berretto per uscire cinque minuti fuori…ma era pur sempre Natale ed eravamo in Olanda!).

E cosa hai cominciato ad apprezzare dell’Italia da quando sei una mamma?

Già prima del mio trasferimento apprezzavo  la tradizione della cucina italiana ma da quando sono diventata mamma lo apprezzo ancora di più. I bambini che crescono in Italia imparano sin da piccoli a mangiare di tutto. In Olanda, non essendo affatto presente una cultura curlinaria fortr, i bambini mangiano a pranzo semplicemente delle fette di pane con formaggio, prosciutto ecc. Imparare a mangiare sano e a seconda della stagione è importante e inoltre fa bene (sia ai bimbi che ai grandi).

E cosa invece vorresti vedere più diffuso in Italia tra le cose che tipicamente si trovano in Olanda per bambini?Passeggino Joolz Day

In Italia i giochi che vengono utilizzati maggiormente sono di plastica (sia a scuola che a casa). Trovo che in Olanda l’offerta di giochi in legno, giochi ecologici ecc è molto piu vasta. Il secondo punto che mi manca davvero tanto in Italia è il fatto che i ristoranti non sono minimamente attrezzati per bambini. Al massimo si può trovare un seggiolone per la pappa. In Olanda invece l’80% dei ristoranti sono dotati di giochi per bambini e in alcuni casi hanno addirittura un angolo peri bimbi: carta, colori, libri ecc ci sono sempre. I credo che andare a cena fuori con bambini deve essere un piacere, ma quando mancano le infrastrutture di base per far distrarre i bambini nell’attesa, quello che dovrebbe essere un momento di rilassamento diventa una situazione di stress. Ma non mi sono scoraggiata, io per ovviare a questo problema porto sempre con me una borsa di giocattoli!

Ora una domandina cattivella: cosa trovi insopportabile delle chiacchiere al parco con i genitori italiani? Ed i nonni italiani? Che ne pensi?

In generale le chiacchiere al parco riguardano la salute dei bambini, è una preoccupazione (spesso infondata) dei genitori italiani che trovo esagerata. Non solo nelle malattie ma anche nel fatto che il genitore italiano sottolinea troppo spesso che bambini devono stare attenti a non cadere, a non farsi del male, a non mettere le mani in terra ecc ecc. Io, essendo mamma olandese, sono piu favorevole a spiegare il pericolo, lo star male, l’igiene come concetto invece di dire le cose cento volte. Più qualcosa viene ripetuto meno ascoltano.

Raccontaci poi di come è cambiata la tua casa da quando hai due bambine.

Noi viviamo in Toscana, la casa è piuttosto grande quindi grossi sconvolgenti sconvolgimenti non ne abbiamo avuti. Nonostante questo è anche vero che lo spazio non è mai abbastanza soprattutto per tutte le cose che riguardano le nostre bimbe. Abbiamo comunque creato una stanza dedicata completamente a loro, la cosi chiamata “stanza dei giochi”. Abbiamo messo la regola (quasi sempre rispettata) di non portare i giochi al di fuori di quella stanza, per evitare di perdere molto tempo ogni sera per mettere tutto a posto. In secondo luogo abbiamo ovviamente dovuto aggiungere alcuni accessori per la sicurezza (soprattutto avendo le scale in pietra e un soppalco alto 2 metri e mezzo..). E poi naturalmente la casa in alcuni angoli è diventata più giocosa. Per esempio per le bimbe abbiamo preso i bellissimi eallegri armadi olandesi Kast van een Huis (che anche tu hai segnalato sul tuo blog!) Magari un giorno poi, quando avremo ancora più spazio prenderemo i letti meravigliosi Twee Beren (sempre olandesi) in stile casetta sull’albero.

Qual’è il tuo rapporto con il design?

Adoro il design e in Olanda abbiamo uno stile tutto particolare secondo me. Comunque design ai miei occhi di donna e di mamma deve sempre soddisfare due requisiti: in primis ovviamente deve essere “esteticamente attraente”, anche se questo ovviamente è un concetto molto soggettivo. In secondo luogo il design deve comunque essere pratico. Gli oggetti “belli” ma non funzionali non sono adatti al mio stile di vita. Questa mia ottica si riflette anche molto nei prodotti che vendo, non sarei assolutamente in grado di vendere un prodotto per il quale non ho affinità. E se poi siete curiosi i miei siti di riferimento che ritorno a controllare regolarmente sono Design Spotter, lo shop online dedicato al design olandese BijzonderMOOI* e poi per quanto riguarda il design per bambini adoro Kids Modern.

Ed allora parlaci del tuo lavoro nel mondo dei passeggini, un prodotto così personale e difficile da scegliere!

Passeggino Joolz DaySono country manager per  Milk Design B.V, un’azienda olandese che produce il marchio di passeggini JOOLZ DAY, www.my-joolz.it . Proprio l’origine di questi passeggini lo porta ad avere delle caratteristiche tecniche e di design unici. Hai ragione quando parli di un “prodotto difficile”: la scelta del passeggino, soprattutto per coloro che lo comprono per il loro primo filgio,  è davvero dura. Il prodotto deve essere chiaramente funzionale e pratico, ma anche bello.  Il passeggino Joolz Day ha tutte queste caratteristiche in un unico prodotto! E’ un prodotto disegnato tenendo in mente il corpo umano, per questo motivo l’azienda utilizza la frase “Joolz, ergonomia Olandese” in tutti i suoi comunicati. Per esempio lo Joolz Day si chiude senza dover togliere la seduta, nello Joolz Day il bambino siede ad un’altezza decisamente superiore alla media degli altri passeggini, Joolz Day ha un poggiapiede allungabile, Joolz Day utlizza dei materiali estramente robusti e tecnici. In poche parole Joolz Day offre tutto il comfort sia per il bambino che per il genitore. Per chi non lo conosce consiglio di visitare il sito www.my-joolz.it, scoprirete subito tutti i particolari di Joolz.

Che differenza c’è tra i compratori italiani e quelli olandesi?

I potenziali clienti italiani sono in generale molto piu tradizionalisti rispetto agli acquirenti olandesi. In primo luogo in Italia i prodotti devono essere pratici e funzionali. Di conseguenza difficilmente i genitori italiani scelgono dei colori accessi e dal design particolare per questa tipologia di prodotti. In Olanda preferiscono NON essere come tutti gli altri, perciò la gamma di colori e modelli è molto più allargata. Credo che però questa differenza sopra citata sia in buona parte dovuta esclusivamente alla politica di produzione perseguita in origine dai grandi produttori locali: infatti in Italia sono i produttori degli articoli per l’infanzia ad essere per primi i tradizionalisti; il compratore di conseguenza acquista quello che gli offre il produttore e a cascata il rivenditore. Sono assolutamente convinta che un’adeguata politica di coinvolgimento e persuasione nei confronti dei rivenditori possa cambiare velocemente l’orientamento all’acquisto da parte dei potenziali clienti italiani.

Quanto è importante nel tuo lavoro stare ad ascoltare cosa ne pensano le mamme?

E’ una della cose più importanti! Chi meglio di una mamma può sapere cosa è necessario ed importante trovare  nel settore della prima infanzia? Infatti il parere dei genitori per la creazione di nuovi accessori e/o tessuti è fondamentale; infatti si può notare una sensibile differenza nelle richieste tipiche provenienti da mamme italiane rispetto a quelle di origine nord europea: primo fra tutti la differenze di clima è strettamente correlata alla scelta di certi materiali, ad esempio in Italia si prediligono i rivestimenti in cotone rispetto ai tessuti in pile. E ovvio che in base al clima del paese cambiano anche le esigenze della clientela, in un paese come l’Italia (dove il periodo estivo è lungo e molto afoso) la presenza di accessori adeguati per proteggere i bambini dal sole è una delle richieste fondamentali della mamme, mentre nel Nord d’Europa gli accessori che proteggono dal freddo hanno la priorità. Milk Design è un azienda che rispetta molto l’opinione e la neccessità del suo target, cioeè dei genitori e dei loro bambini!

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Comments

  1. says

    Sono totalmente d’accordo con Leida ! Io sono svizzera francese e vivo in Italia da 7 anni, ho due bimbi di 7 e 4 anni.
    E’ vero che gli italiani sono molto tradizionalisti nelle loro scelte in abbigliamento o altro ma meno male, ogni tanti mi capita di incrociare delle mamme più “moderne”. Mi colpisce come le donne, dopo la gravidanza, si trascurino e diventino solo delle “mamme” e non più delle donne. A volte sembrano proprio le nonne !!
    Un altra cosa che ho notato (un vero peccato) che il nucleo famigliare italiano vive molto isolato, uando ha bisogno chiede aiuto alla famiglia stretta e basta. Da noi, intorno alla famiglia c’è una vera rete di contatti, amici sopratutto. Qua, spesso la famiglia s’isola per scelta come se fare nuove amicizie o nuovi incontri non l’interessi più.

  2. says

    Hai ragione il passeggino è una scelta molto personale, come il nome. Noi abbiamo scelto un passeggino portoghese. Se avremo una figlia femmina si chiamerà Antonia. Ti assicuro che il tono dei commenti (leggi disappunto!) per entrambe le affermazioni è identico.
    …sciarpa e cappello fino a maggio inoltrato…quanta verità!!…Cara Leida, chissà cosa direbbe la tua mamma se vedesse i piumini imbottiti che i bambini indossano a Roma a fine ottobre…..

  3. says

    @Béatrice Sottoscrivo tutto, soprattutto quando dici che all’estero ci si aiuta di più tra amici. Abbiamo tanti amici con figli ma solo con poche coppie ci “scambiamo” i figli per avere una serata libera. Cmq questa tendenza a far da soli l’avevo notata già da tempo, quando vivevo all’estero senza figli!
    @mammadifilippo Io cmq confesso che alla mia ciccetta faccio indossare la canottiera!!! ;)

  4. says

    davvero interessante questa intervista, sai?? me la sono salvata…questa cicogna arriverà anche per me prima o poi e penso che mi sarà utile!

  5. says

    Credo che l’acquisto del passeggino sia più o meno come quello dell’auto: ci si convince di scegliere in base a motivi razionali, ma alla fine bisogna riconoscere di aver fatto di tutto per coprire con una bella pennellata di razionalità quella che è quasi sempre una decisione di pancia, da colpo di fulmine. Quando è stato il momento, noi abbiamo scelto il passeggino di una nota marca di ergonomia norvegese. Perché la sua seduta era la più alta, senza dubbio. E perché era stabile ai limiti della non ribaltabilità, d’accordo. Perché poteva fare le scale, poteva diventare un seggiolone di emergenza, perché si manovrava agilmente con una sola mano, di sicuro. Ma… passando sopra il fatto che fosse pesante, mastodontico, non completamente richiudibile e assolutamente inadatto al bagagliaio sotto dimensionato della nostra utilitaria ecologica. Aggiungerei che è tra i più cari, che fino a poco tempo fa gli mancava l’ovetto di serie, e che l’unico ascensore in cui entra agilmente è quello di IKEA, forse per solidarietà tra scandinavi. Questo non toglie che non mi sia mai pentito dell’acquisto e che probabilmente lo ricomprerei. È una questione di sentimenti, come dicevo. Ci si scorda dei difetti e si sottolineano solo i momenti belli. Come la sensazione di complicità nell’incontrare un altra coppia con lo stesso passeggino, ancora poco diffuso. Oppure gli sguardi stupiti, specie nei piccoli centri, dei passanti incuriositi dalle forme inconsuete di quel coso. O il fatto che, nelle passeggiate con gli amici al parco, passeggino contro passeggino come in una corsa di macchine alla Grease, mia figlia si godesse la scena da una posizione privilegiata, mentre gli altri pargoli si distraevano fissando le ginocchia dei passanti. E allora ben vengano gli equilibrismi per caricare sul tetto il telaio nei lunghi viaggi, le ore di studio per imparare le combinazioni di mosse necessarie per chiuderlo su se stesso con gesto elegante, e la fatica di portarlo dovunque, per poi non usarlo affatto. In fondo, lo faccio solo per mia figlia…

  6. says

    Zac, che commento fiume! Mi piace tanto quello che dici e condivido in gran parte.
    Con il tuo permesso io lo inserirei in un post, devo solo trovare la segnalazione all’altezza!

  7. says

    Ciao a tutti/e !!

    Sono un neo-papà, il mio angioletto nascerà a gennaio 2012. Io e mia moglie abbiamo visitato diversi negozi, superstore e abbiamo letto e guardato molti video, siti web, blog, forum e articoli relativi a commenti su almeno una ventina di marche differenti di passeggini-carrozzine, e almeno il doppio di modelli. Dalla Stokke alla Joolz, Janè, Mima, Inglesina, Baby Jogger, BabyZen, TFK, ABD design,Concord, PegPerego, Brevi, Foppapedretti, Bugaboo, Kooga, Phil e Teds e via via….

    Quale scegliere? Concordo con chi afferma che è tutto molto opinabile e relativo ai gusti personali. Però aspetti come PREZZO e QUALITA’ sono indiscutibile.

    Non voglio dare giudizi assoluti, ma un Giordani nn sarà mai come un Concord o un Joolz sia per materiali che ergonomia e stile. H provato dei Brevi e dei Chicco ma erano goffi rispetto a Janè o simili altri.

    Poi i vari modelli dipendono anche dalle necessità. Inutile prendere uno Stokke se si abita in Trentino o zone montagnose e spartane, meglio un TFK o un Jogger o un ABC design.

    Non si hanno disponibilità economiche o il passeggino è usato in posti angusti, stretti, per brevi tratti, ecc… evitiamo cose grosse e super tecnologiche e prendiamo un banalissimo passeggino 4 ruote da 200 euro…della Inglesina o della Chicco…. non cambierà molto la vita quotidiana.

    Insomma la scelta deve dipendere da alcuni fattori , non dalla moda o dall’egoistico desiderio dei genitori….di fare vedere che hanno comprato una marca costosa o da vip !!! Suvvia… ehehe :-)

  8. says

    MIMA ?

    Bello come idea e concetto, ma l’ho provato ed è pesante, ingombrante e i materiali sono mlto rigidi e plasticosi…..

    Costo alto per quello che è !!

  9. Daniele says

    vorrei contattare il distributore italia x la vendita del prodotto joolz
    mi puo contattare al 335/8359038

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