Un cucchiaino a Londra

Miralda Colombo fotografa la mostra "Sit Down" al Museum of Childhood di LondraIl Cucchiaino di Alice e’ proprio un bel blog che seguo davvero con molta attenzione, ancora di piu’ ora che ho conosciuto al mamma-blogger che lo gestisce. Ci siamo conosciute grazie ai nostri blog, ci siamo avvicinate anche grazie alla rivista “Un Pediatra per Amico” con la quale collaboriamo, e ci siamo scoperte entrambe design-addicted ed entrambe innamorate di Londra. Chi come me segue il Cucchiaino sa che ora Miralda con tutta la famiglia e’ in trasferta a Londra, ho quindi colto la palla al balzo per intervistarla e farvela conoscere meglio, per farci raccontare qualcosa sulla sua esperienza a Londra, per farvi vedere qualche suo meraviglioso scatto di Londra e del Museum of Childhood (tutte le foto di questo post sono scatti di Miralda Colombo) e per farci raccontare di qualche suo desiderio per la cameretta della piccola Alice. Buona lettura.

Miralda Colombo fotografa Londra
Prima di tutto raccontiamo a chi ancora non conosce il tuo blog della sua genesi, come nasce il cucchiaino?

Per caso e per passione. Dopo la nascita di Alice e i mesi passati con lei non ho ripreso il lavoro che prima mi assorbiva quasi totalmente. Pensavo di aver perso qualcosa di molto importante. Ma i bambini hanno il potere di farti vedere le cose da un’altra prospettiva e di trasformarti. Ho scelto di mettere in ordine tutte quelle idee nate in cucina, sviluppate nei mesi e soprattutto di creare un angolo che fosse solo mio e di Alice. Ho ripreso a scrivere con una leggerezza che mi mancava da anni, da quando lo facevo nei primi anni di lavoro. Ed è nato Il Cucchiaino, anche grazie al supporto di due amici, il webguru e Miss Cia, la mano creativa. Poi, come capita con tutto ciò che non ti aspetti, il blog è cresciuto in maniera incredibile in pochi mesi e cosa ancor più strana, per me che sono tanto irrequieta, continua  a divertirmi.


Allora Miralda, mamma, figlia, papa’ e cucchiaino tutti a Londra…ma che citta’ e’ per le famiglie?

La prima parola che mi viene in mente è a “loro misura”, come dire tagliata, aggiustata e aggiornata perchè mamma&papà con bebè al seguito sappiano sempre cosa fare. Ci sono guide e siti dove ti vengono suggeriti i luoghi dove andare, gli ultimi eventi disponibili: da London for Children (di Time Out) a tutta una serie di link per non perdersi nulla di novità, teatri, parchi e musei. E questo, bè, è quello che già potresti aspettarti da una metropoli. Ma l’aspetto che più ho apprezzato è la capacità che hanno qui di organizzare spazi di solito per adulti (penso alla Tate Modern piuttosto che al British Museum) perchè siano fruibili e divertenti anche per i più piccoli. Ecco in questo secondo me sono anni luce avanti rispetto alla mentalità e alle abitudine italiane. Hai mai visto la Triennale o gli Uffizi affollati di famiglie con bebè anche piccoli, che girano beatamente e hanno spazi dove pranzare e of course con un menu bimbo friendly?

Miralda Colombo fotografa il Museum of Childhood di LondraHai avuto modo di fruire delle infrastrutture per la famiglia durante il tuo soggiuirno immagino: musei, parchi gioco, i mezzi, il nido. Cosa ti ha colpito di piu’?

Direi che qui non ci siamo fatti mancare nulla. Di solito al mattino con Alice vado al parco (Holland park o Hyde Park): puoi scommetterci che nonostante freddo e pioggia trovi comunque mamme e passeggini attorno al Serpentine a dar da mangiare a cigni, papere e scoiattoli. Ho voluto rivedere con calma tutti quei musei che a Londra ho sempre girato di corsa. E anche qui, come detto sopra, non è stato così difficile. C’è sempre uno spazio dove lasciare il passeggino, coinvolgere i pupi in qualche attività creativa o cambiare agevolmente il bebè (cosa mai scontata dalle mie parti). Devo dire che qualche piccola differenza l’ho trovata anche al nido, dove Alice va al pomeriggio: è molto più diffusa l’abitudine di portar fuori i bimbi, al parco piuttosto che alla biblioteca, senza grosse preoccupazioni. Una nota a margine merita la biblioteca: fantastica, per “tutto quello che avreste voluto sapere” rimando qui (http://www.ilcucchiainodialice.it/contenuto/long-live-library)

In giro per negozi, cosi’ a prima vista come sono i prodotti per l’infanzia rispetto all’Italia?

Devo confessare che non ho girato molto per shopping (è increbile?!). E pensare che diverse amiche mi avevano preso in giro dicendo che sarei tornata con una valigia in più di acquisti.
Certo sono stata da Hamleys che è una tappa imperdibile per bambini qui a Londra. Alice è entrata in overdose: quattro o cinque, non ricordo,di piani “all toys”. A dire il vero però lì non ho notato nulla di particolare, ho giusto acquistato la loro lavagnetta multicolor e un libro. Ecco a mio parere sui libri c’è molta più scelta e prodotti migliori. E devo dire che mi sono lasciata prendere la mano e qua e là non ho fatto altro che prendere libri. Una cosa notata invece nella vita quotidiana è il costo più basso di tanti prodotti per l’infanzia. Pare poco? No, se considerate il consumo di tonnellate di pannolini.

Di recente e’ scoppiata in Inghilterra una polemica sul rosa che e’ culminata nel lancio di un’iniziativa molto particolare PinkStinks di cui si e’ parlato anche in Italia. Ma non trovi che ci siano molti piu’ stereotipi di genere qui da noi?

Personalmente sono partita in svantaggio, non ho mai amato il rosa e con Alice ho assunto una tinta lilla-violetto, dai vestiti agli stickers della cameretta. Al di là degli scherzi gli stereotipi ci sono ovunque, sta a noi come genitori offrire la possibilità di avere uno sguardo il più possible ampio così da essere in grado di scegliere. E poi se ci sarà un momento in cui sarà lei ad impazzire per il total pink, bè mi rassegnerò.

E’ normale, lo vedo con mia figlia, che si cerchi l’imitazione del modello sessuale di riferimento e che quindi Alice, rispetto magari a mio nipote della stessa età, abbia un bambolotto che sottopone a tutta una serie di pratiche simili a quelle che io faccio con lei. Come controparte, in un mondo di Winx (esitono ancora, no?) lei ama Pippi Calzelunghe, uno dei primi modelli femminili emancipati e indipendenti, La volpe e la Bambina e alcuni dei girati di Myazachi adatti ai più piccoli (è letteralmente impazzita per Ponyo e la scogliera). Come mai? Credo che dipenda da quello che vogliamo suggerire noi come genitori.

panton-smallAl Museum of Childwood c’e’ in mostra fino a settembre una collezione di sedute per bambini, ci sei stata? Ce ne parli?

E’ un museo completamente dedicato ai bambini, o meglio ai giocattoli nella storia e quindi godibilissimo anche dagli adulti. Anzi in un certo senso sono rimasta affascinata più io di Alice, forse perchè lei è ancora piccola e preferisce interagire con i giochi piuttosto che guardarli. E’ notevole l’architettura dell’edificio, segnalato anche dalla guida di Wallpaper per il lavoro di restauro degli architetti inglesi, Caruso e St John.

In questo momento fino a settembre c’è in mostra ogni genere di seduta. Si parte dalla storia “Riccioli d’oro e i tre orsi” per spingere i bambini a chiedersi che cosa faccia una buona seduta: il design, la comodità, il colore o che altro? Comodamente seduti a quello che potrebbe essere il tavolo del cottage di Riccioli d’oro.

I bambini sono invitati a votare la loro sedia preferita e lasciare un proprio disegno. La cosa interessante è che in mostra non trovi solo sedie e chaise-longues (a proposito ne ho vista una del XIX secolo di una pupa di due anni) ma tutto ciò che può considerarsi seduta: passeggini, cavalcabili, seggioloni e vasini, tutti di una certa età.

Ed ora la domanda  V. M. N. P., si insomma cosa avresti voltuto prendere per la cameretta di Alice ma a cui alla fine hai rinunciato?

Per rimanere in tema di sedute la piccola Panton di Vitra, qui una bella photo gallery. Ho avuto la meglio sul lettino, total white di Stokke, ma sulla sedia il papà ha posto, saggiamente, il veto. E ho ripiegato su una economica Ikea, sempre bianca.

Ah dimenticavo…Tu che ti occupi di cucina, ma dicci un po’ sto Jaime Oliver gli ha insegnato qualcosa a st’Inglesi?

A parte il jamie nazionale, nominato una sorta di Ministry of Food, c’è una vera e propria rivoluzione nelle abitudine alimentari, promossa un annetto fa dal governo. L’idea è di combattere la diffusione del jungle food e dell’obesità, promuovendo fin dalla scuola regimi alimentari più sani. Allo slogan di Jamie, “Tutti possono imparare a cucinare in 24 ore” sono cambiate le mense nelle scuole, si è deciso di mettere come obbligatorio l’insegnamento di cucina fin dalle elementari. E devo dire che è veramente di moda il “kidscooking”, il cucinare con i bebè, ci sono una marea di corsi e libri. Come dire tanti, tanti cucchiaini, british style.

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Comments

  1. says

    Grazie Vale per lo spazio, è stato un piacere chiacchierare con te. Chissà mai che non ci si incontri presto a Milano per la week dei design addicted:-)
    un saluto da Londra
    Miralda

  2. says

    bellissima la panton junior! nel lab della fondazione pomodoro a milano ce ne sono di tutti i colori disposte a quadrato per i bimbi (ma ci stavo seduta anch’io!)

    la sedia ha una magia in sè
    è carica di energia, di attesa

    ciao a tutte e due!

  3. says

    Quanto mi piacete tutte e due :-) Per quanto mi riguarda prediligo i climi tropicali, ma leggendo voi un viaggetto a Londra lo farei proprio con entusiasmo, me l’avete fatta vedere sotto una luce dorata!

  4. says

    Ciao VmnP e cucchiaina!

    Eh Londra Londra, ho fatto finta di non vedere questo post perchè mi colpisce un po’, ma mi sono fatta forza ed eccoci qua! Ha ragione Miralda quando dice che i Musei di Londra sono super attrezzati per i bambini e pieni di attività interessantissime per loro (sempre, non una volta al mese, non devi prenotare, ci vai e basta). Io a Londra ero senza bambini, ma li guardavo questi piccoletti e notavo come si divertivano. Consiglio proprio di cuore il Tate Modern, soprattutto per un aperitivo il venerdì sera, preceduto da un laboratio per bambini e seguito da passeggiata sulla Southbank, dove tra l’altro d’estate quasi ogni sera fanno concerti all’aperto, che non solo sono gratuiti, ma te li puoi anche gustare mentre i piccoli scorazzano in giro. Vi prego andateci e mandatemi un pensiero… I LOVE Southbank!

    Però una precisazione secondo me va fatta, Londra è fantastica per i bambini e le famiglie, ma bisogna potersela permettere. Gli asili per esempio costano uno sproposito, alla settimana costano quanto qui al mese, e trovare la scuola giusta è un incubo, chiedetelo a d Alice , non la bimba di Miralda ma la lettrice di Bilingue per Gioco che vive a Londra…

    Infine, ma lo sapete che le correnti d’aria non esistono? Sono un’invenzione delle mamme Italiane, all’estero non ne hanno mai sentito parlare! Io ho preso nota dalle mamme Inglesi e Tedesche che ho avuto modo di osservare in giro e il mio A. gira con una maglietta in meno piuttosto che una in più. Lui non si ammala ma il nonno minaccia di denunciarmi, che s’ha da fà…!

    Grazie a entrambe per questa ventata di fumo di Londra, e per le bellissime foto!

    L.
    http://www.bilinguepergioco.com

  5. says

    Grazie e tutte per i complmenti ma soprattutto grazie a Miralda, alla sua disponibilità ed ai suoi scatti!

  6. says

    Fantastica la Tate Modern, è vero una volta alla settimana i musei fanno orario lungo (di solito il vernerdì o sabato) e hai la possibilità di farti un giro e mangiare lì (consiglio di provare il Portrait alla National Gallery).

    Sul fatto che Londra sia cara e quello che sembrerebbe alla portata di tutti in realtà non lo è purtroppo è verissimo. Io ho avuto la fortuna di trovare quasi subito il nido per Alice (italo-inglese) per poter avere un po’ di tempo per lavorare, ma i prezzi confermo sono più alti (diciamo che in un mese ho speso quasi il doppio rispetto a quello che paghiamo qui in Italia). Però c’è da dire, mi spiegavano a Primi Passi (l’asilo che Alice ha frequentato) gli affitti dei locali sono superalti.

    Il discorso però è vero e continua a peggiorare per le scuole (elementari, superiori e università), dove quelle private offrono una miriade di attività, servizi ma a costi veramente elevati. Chi vive nelle periferie più povere difficilmente riuscirà ad accedere all’università (che si sta sempre di più privatizzando). Da questo punto di vista in Italia le cose sono più semplici.
    D’altra parte il discorso di accesso alle risorse che in tante democrazie parrebbe scontato è ancora molto lontano…

    @Valentina: è stato veramente un piacere, ora non resta che conoscerci di persona (segno in agenda il salone)

    Miralda

  7. says

    L. sei una grandissima!
    Non è però che a Londra il livello degli stipendi è un po’ più alto dei nostri? Perché se così non fosse chi è che può permettersi di mandare i bambini all’asilo con una legge sulla maternità più penalizzante rispetto alla nostra? Sono vuoti questi asili?
    La storia degli spifferi is very Italian. Me la rivendo!

  8. says

    Confermo le correnti non esistono, tanto che con meno dieci è facile vedere t-shirt a mezze maniche manco fosse calda primavera.
    Sì gli stipendi sono più alti e (almeno Mr B. mi ha raccontato così per quello che riguarda medici&ospedali) lavorano molto meno e se la prendono molto quiet. Però ripeto considerate che ci sono differenze di classe enormi e che nell’ultimo anno lì la crisi è stata ancor più pesante che in Italia

  9. says

    Allora maniche corte per tutti e chi usa la sciarpa è un cocco di mamma! Anzi, in onore alla nostra ospite e alla sua bambina italo-tedesca, è un warmduscher! (insulto tedesco traducibile con: uno che si fa la doccia calda. Avanti ditelo, lo so che state per chiederlo, ma perchè la doccia come si fa se non calda????)

    Quanto agli stipendi, certo sono più alti, però il concetto è che tirare a campare a Londra è ben più difficile che in Italia mentre a Londra almeno fino a poco tempo fa era pieno di gente che poteva permettersi asili e ben altro, i soldi che faceva girare la Finance londinese erano incredibili! Ma qui entriamo in disquisizioni volgari e pecuniarie, mentre design per bambini, aka VmnP, ha questo di bello, che i soldi su questo sito sono assolutamente irrilevanti!

    L.

  10. says

    Che bella discussione, è davvero gratificante e vi ringrazio anche perchè mi avete dato uno spunto per un prossimo post.!
    Per quanto riguarda Londra io non ci ho mai visuto a lungo quindi non posso pronunciarmi. So solo che qui a Roma un asilo privato costa come una stanza singola, cioè un bimbo piccolo costa come mantenere un figlio all’università. Di Londra invece so altre cose…tipo che se ti sposi e arredi casa con i mobili comprati al mercatino delle pulci gli amici non pensano che sei matta come accade qui. Cari amici hanno portato la figlia adolescente a Londra e mi hanno raccontato di come lei abbia passato tutto il tempo a bocca aperta incredula ripetendo “ma qui si vestono tutti come vogiono!”…So anche naturalmente che non ci sono correnti d’aria a Londra, pare sia un fenomeno molto complesso che si spiega solo con la mecanica quantistica ;)

  11. says

    Allez, c’est minuit l’heure du crime. En route chevaliers du ciel, enfourchez vos pur-sang, l’heure des frappes chirurgicales est venue. Chaussez vos lunettes à infrarouge, contournez les civils qui s’agitent là-bas sur la route, et visez droit sur l&ofruo;qbjectis. Vous êtes en pays conquis, pas de quartier.

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  1. [...] Designperbambini, grande amica digitale e mamma di una bimba italo-tedesca, alla quale (la mamma, non la bimba) mando un’affettuosa tirata d’orecchie perchè ci segue sempre e non ci commenta mai, pubblica invece un’intervista con un’altra blogger, Il cucchiaino di Alice, che ci parla di Londra per i bambini. Imperdibile per tutti coloro che a) vivono a Londra e vogliono dire la loro (Alice, ci sei?) b) pensano perchè non vado a vivere a Londra e lascio questo paese? c) cercano ricette londinesi per una merenda o una cena diversa (avete letto il capitolo Cucina di “In che lingua giochiamo?” Siete ancora in tempo!). Ecco il post: Un cucchiaino a Londra. [...]

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