La creatività dei nostri figli

Wachsmalbloecke

Oggi ci parla Sonia Bozzi, redattrice di “Un Pediatra per Amico“, storica dell’arte, mamma ed amica. Buona lettura!

Bruno Munari diceva che «Un bambino creativo è un bambino felice» e non si può certo negare che di creatività e di bambini se ne intendesse un bel po’, fosse solo per il fatto che riuscì a fare qualcosa in cui i bambini sono veri maestri, inventare, giocando seriamente. Ma Munari non è stato certo il solo a parlare di quanto sia importante la creatività nell’infanzia, lo hanno sostenuto i migliori pedagogisti, educatori e filosofi, ma niente, non è servito a niente. Il miglior risultato a cui siamo arrivati è propinare ai nostri pargoli dei prestampati da colorare con i pennarelli. Tutto qui.
Ma la creatività è qualcosa che con i prestampati non ha niente a che vedere e che riguarda, piuttosto, un bisogno naturale di esprimere, lasciare una traccia di se stessi. È un bisogno innato, che ha accomunato da sempre epoche e civiltà, che accomuna i bambini di tutto il mondo. Date ad un bambino un pennello, un colore e un foglio e lo vedrete applicarsi con estremo impegno per riempire la superficie con qualcosa che nasce dai suoi gesti.
I bambini piccoli esplorano i materiali, li provano, ne verificano la resistenza, la morbidezza, l’effetto, la capacità di rispondere al loro bisogno interiore. Quelli più grandicelli trasferiscono sul foglio delle forme derivate dall’osservazione, a volte organizzate, a volte no. Il punto non è questo. Il bambino non fa arte ma, soprattutto se piccolo, dipinge, disegna e colora unicamente per il piacere di farlo, per il suo piacere, e non per quello di altri.
Quindi, resistete alla tentazione di correggere, di aggiungere, di interpretare, di mostrare che apprezzate o non apprezzate ciò che fa. Mettete solo a disposizione dei materiali adatti alla sua età, mattoncini di cera, pastelli ad olio, pennelli, matite, gessetti, argilla, insomma, materiali che vibrano, che danno delle sensazioni ogni volta nuove, che rispondono diversamente ai diversi movimenti della mano.
E mettetevi da parte. Il resto verrà da sé.

Nella foto mattoncini in cera ecologica al 100% della tedesca  Stockmar, materiale tipico presente in tutti gli asili steineriani.

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Comments

  1. says

    Grazie per aver condiviso questo articolo, molto interessante. in più si ricollega e completa quello di Claudia de La casa nella Prateria pubblicato ieri! buona giornata
    Smile

  2. says

    sì. interessante l’articolo e utile la dritta per i mattoncini di cera. non posso permettermi lascuola steineriana, ma almeno i mattoncini, quelli sì :). ti linko, e ti inserisco tra i link della Craftyroom, è da un po’ che lo devo fare. Grazie per gli spunti e per il tuo bel blog.

  3. anna says

    Anch’io seguo sia il tuo blog e quello di Claudia ed effettivamente è un argomento che mi interessa molto.
    Grazie ad entrambe.

  4. says

    yes yes! e a provarci per benino, sgombrando campo, tavolo, pavimento e mente, è una splendida cosa da fare anche da adulti: lasciarsi trasportare dai colori e dai materiali cercando non il senso ma il piacere di creare.
    e non è importante cosa esce ma la sensazione di soddisfazione che se ne trae: per me è gioia e stupore allo stato puro!

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