Ferie d’agosto

Sono in campagna. Sin dai primi ricordi d’infanzia il tempo qui è sempre stato più lento che altrove. Nei ricordi delle innumerevoli ore a giocare tra l’erba medica, dei pomeriggi inteminabili ad oziare sotto il salice, dei sopralluoghi infiniti nei dintorni per cercare nascondigli, si cancellano i richiami dei dei miei genitori, mia mamma che ci intima di non allontanarci, l’erba medica che ad un certo punto veniva tagliata.Quest’anno più che mai sono partita con l’idea di trovare qui il tempo che non trovo mai a Roma: ho messo in valigia ben 2 romanzi, 3 saggi, un libro per imparare a lavorare a maglia e le istruzioni per costruire la sedia di Foldschool di cui vi ho parlato qui. Vorrei ma non posso, qui con me c’è la diavoletta sgambettante ed io riesco a malapena a leggermi un paio di articoli di quotidiano. Questo resta comunque per me un luogo della mante, dove regna la pace sotto il salice e gli orologi non servono a nulla.Il salice però non c’è più e sogno per questo punto del campo una casa intrecciata da Judith Needham come questa nella foto.
Buon Ferragosto a tutti.