In ogni famiglia italiana che si rispetti c’è una storia di emigrazione, un lontano parente partito da giovane per l’America in cerca di fortuna e che resta nella mitologia familiare come lo “zio ricco”. I tempi son cambiati e per far fortuna basta andare a vivere nel “nord’est”, è lì infatti che vive la nostra zia ricca, generosa dispensatrice di meravigliosi doni.
Recentemente la zia ricca ha deciso di aiutare la nipotina nel difficile passaggio dal passeggino alla locomozione autonoma. La prima idea è di comprare un guinzaglio-pettorina. Io inorridisco e penso che la ricchezza renda un po’ aridi e questa ne e’ la prova. Poi la zia aggiusta il tiro e propone di comprare alla nipotina un triciclo, di quelli con manico per i genitori, se ne vedono tanti in giro dice lei. Questi oggetti oltre ad essere bruttissimi, sono crudeli: danno al pupo l’illusione di aver finalmente raggiunto l’autonomia e invece lo manovrano…ma allora perche’ non un tricliclo telecomandato dico io?! Ah zi’, ma sei impazzita? No no, non voglio e non posso, scelta quanto mai diseducativa e contraria alla mia filosofia.
Se triciclo deve essere allora per la mia polpettina io sceglerei questo della Sirch (che e’ quadricliclo in realta’), una ditta tedesca che produce mobili bellissimi in legno, con anche una discreta scelta di giochi per bambini, andate a farvi un giretto! E poi pazienza se per un po’ bisognerà piegarsi per spingere la piccola fino al parco giochi!











Forme antropomorfe
Design anche a tavola
Il bagnetto che piacere
Fine estate
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