fornello giocattoloDopo l’intervista al Cucchiaino di Alice casualmente mi sono ritrovata a fare indagini in rete per trovare la cucinetta giusta per la mia gnoma. Naturalmente l’offerta è infinita, se ne trovano sono per tutti i gusti e per tutte le tasche…e per fortuna ce ne sono anche per tutte le dimensioni. Noi infatti avendo seri problemi di spazio ci stiamo orientando verso una cucinetta “da campeggio”, si insomma un fornelletto giocattolo per intenderci, da appogiare sul tavolino o per terra e da poter metter via facilemente per guadagnare spazio in caso di amici a cena. Alla fine la nostra scelta si restringe a giochi in legno. Oltre al fornelletto minimal della giapponese Chigo nella foto sopra (non ho ancora capito a quanto sta lo yen!) ho trovato un fornelletto di legno della tedesca Haba, un fornelletto sempre in legno e anche molto bello della Plan Toys, ed in ultimo segnalo anche un paio di alternative della tedesca Verneuer, specializzata in giochi steinerieni, che trovate in fondo a questa pagina qui.

PaperNest playkitchenNoi siamo ancora molto indecisi, vorremmo in realtà trovare il tempo per costruirne una noi. L’idea me la mise in testa un po’ di tempo fa una bella raccolta fotografica fatta dal Mercatino dei Piccoli in questo post. Gli esempi selezionati in quel post sono davvero roba da esperti bricoleur. Per fortuna però i bimbi  hanno un’immaginazione fervida e per una cucinetta basta davvero poco, materiali semplici ed un po’ di buona volontà.  Nella foto qui accanto un esempio davvero semplice da riprodurre, opera di Annie di PaperNest per la sua piccola Mia. Foto scovata su Ohdeedoh.

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Miralda Colombo fotografa la mostra "Sit Down" al Museum of Childhood di LondraIl Cucchiaino di Alice e’ proprio un bel blog che seguo davvero con molta attenzione, ancora di piu’ ora che ho conosciuto al mamma-blogger che lo gestisce. Ci siamo conosciute grazie ai nostri blog, ci siamo avvicinate anche grazie alla rivista “Un Pediatra per Amico” con la quale collaboriamo, e ci siamo scoperte entrambe design-addicted ed entrambe innamorate di Londra. Chi come me segue il Cucchiaino sa che ora Miralda con tutta la famiglia e’ in trasferta a Londra, ho quindi colto la palla al balzo per intervistarla e farvela conoscere meglio, per farci raccontare qualcosa sulla sua esperienza a Londra, per farvi vedere qualche suo meraviglioso scatto di Londra e del Museum of Childhood (tutte le foto di questo post sono scatti di Miralda Colombo) e per farci raccontare di qualche suo desiderio per la cameretta della piccola Alice. Buona lettura.

Miralda Colombo fotografa Londra
Prima di tutto raccontiamo a chi ancora non conosce il tuo blog della sua genesi, come nasce il cucchiaino?

Per caso e per passione. Dopo la nascita di Alice e i mesi passati con lei non ho ripreso il lavoro che prima mi assorbiva quasi totalmente. Pensavo di aver perso qualcosa di molto importante. Ma i bambini hanno il potere di farti vedere le cose da un’altra prospettiva e di trasformarti. Ho scelto di mettere in ordine tutte quelle idee nate in cucina, sviluppate nei mesi e soprattutto di creare un angolo che fosse solo mio e di Alice. Ho ripreso a scrivere con una leggerezza che mi mancava da anni, da quando lo facevo nei primi anni di lavoro. Ed è nato Il Cucchiaino, anche grazie al supporto di due amici, il webguru e Miss Cia, la mano creativa. Poi, come capita con tutto ciò che non ti aspetti, il blog è cresciuto in maniera incredibile in pochi mesi e cosa ancor più strana, per me che sono tanto irrequieta, continua  a divertirmi.

Leggi l’intervista a Miralda del Cucchiaino di Alice

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Alex Cochane children bedroomOggi vi mostro un progetto dello studio Alex Cochrane Architects, situato a Chelsea, nel cuore della capitale britannica. Vi ho già segnalato una libreria in un vecchio post, ed anche qui il bianco la fa da padrone. Questa libreria però è parte di un progetto “su misura” (questo il link) del quale io apprezzo molto la semplicità e l’originalità. In particolar modo trovo affascinante come bastino dei piccoli dettagli per rendere una libreria a muro originale. Alex ha scelto di rompere la regolarità del reticolo della libreria alternando ai vani quadrati e bianchi alcuni a doppia larghezza e dai colori vivaci, come li definisce lui “modernist“. Un tocco discreto, che no disturba la quiete dello spazio inondato dal bianco ma che comunque è capace di rendere la stanza unica.

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slitta di legno della SirchDopo più di vent’anni oggi a Roma cadono di nuovo fiocchi di neve! Io ricordo la nevicata dell’86, ricordo la gioia, ricordo i sacchetti di neve messi in congelatore per conservarla meglio. Oggi la gioia è diversa, ma è comunque un bel regalo che fa prospettare davvero in un fantastico fine settimana.

D-sledge slittaLa segnalazione di oggi non poteva non riguardare questo avvenimento, e vista la singolarità dell’evento oggi la segnalazione è doppia! Aspettando che la piccola possa prendere lezioni di sci noi proveremo a procurarci una buona slitta, magari una come la fantastica Horn tutta in legno della tedesca Sirch (della Sirch vi ho già parlato qui), oppure una come  la divertente D-Sledge del designer Dagur Oskarsson che vedete nella foto di fianco a sinistra. A questo punto non ci resta che scatenarci, tra fiocchi di neve e coriandoli!

Buon fine settimana a tutti.

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kids learn to knitt di Lucinda Guy

Lo scorso dicembre sono stata per 3 giorni a Londra da sola! E’ stato bellissimo (che ve lo dico a fare!), ho rivisto una mia carissima amica, c’erano la zia ricca ed il suo nuovo boy, ho passeggiato per le vie di Angel con il sole, ho fatto una capatina al Natural History Museum (e devo assolutamente tornarci presto con la mia polpetta), ho visto la meravigliosa mostra di Anish Kapoor, insomma ho fatto tante cose che ho una lista davvero lunga di possibili posts, tanto lunga che per l’imbarazzo della scelta non sapevo da dove cominciare. Oggi comincio, comincio dalla maglia, ispirata dai miei ricordi d’infanzia e da un libro bellissimo che ho scoperto visitando il Museum of Childhood, gratuito, con una vastissima collezione di giochi d’epoca e con un piccolo shop, piccino ma proprio interessante.

Continuate a leggere su maglia, bimbi e giochi! >>>

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falklandSonia citava Bruno Munari, un personaggio davvero ricco del quale non mancherò di parlarvi presto (sto studiando!)
Intanto però vi segnalo una lampada che adoro  da prima di sapere che l’avesse progettata Munari, da prima che avessi un blog sul design per bambini, da prima di diventare mamma, insomma da sempre! E’ la lampada Falkland, prodotta da Danese, io la trovo bellissima e secondo me anche molto adatta alla stanza dei ragazzi.

Proprio Bruno Munari a proposito di questa lampada racconta:
“Un giorno sono andato in una fabbrica di calze per vedere se mi potevano fare una lampada.
- Noi non facciamo lampade, signore.
- Vedrete che le farete.
E così fu.”

Avete delle calze in casa?

Di luce e lampadine ecologiche invece ho parlato in QUESTO guest-post su GenitoriCrescono.

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Wachsmalbloecke

Oggi ci parla Sonia Bozzi, redattrice di “Un Pediatra per Amico“, storica dell’arte, mamma ed amica. Buona lettura!

Bruno Munari diceva che «Un bambino creativo è un bambino felice» e non si può certo negare che di creatività e di bambini se ne intendesse un bel po’, fosse solo per il fatto che riuscì a fare qualcosa in cui i bambini sono veri maestri, inventare, giocando seriamente. Ma Munari non è stato certo il solo a parlare di quanto sia importante la creatività nell’infanzia, lo hanno sostenuto i migliori pedagogisti, educatori e filosofi, ma niente, non è servito a niente. Il miglior risultato a cui siamo arrivati è propinare ai nostri pargoli dei prestampati da colorare con i pennarelli. Tutto qui.
Ma la creatività è qualcosa che con i prestampati non ha niente a che vedere e che riguarda, piuttosto, un bisogno naturale di esprimere, lasciare una traccia di se stessi. È un bisogno innato, che ha accomunato da sempre epoche e civiltà, che accomuna i bambini di tutto il mondo. Date ad un bambino un pennello, un colore e un foglio e lo vedrete applicarsi con estremo impegno per riempire la superficie con qualcosa che nasce dai suoi gesti.
I bambini piccoli esplorano i materiali, li provano, ne verificano la resistenza, la morbidezza, l’effetto, la capacità di rispondere al loro bisogno interiore. Quelli più grandicelli trasferiscono sul foglio delle forme derivate dall’osservazione, a volte organizzate, a volte no. Il punto non è questo. Il bambino non fa arte ma, soprattutto se piccolo, dipinge, disegna e colora unicamente per il piacere di farlo, per il suo piacere, e non per quello di altri.
Quindi, resistete alla tentazione di correggere, di aggiungere, di interpretare, di mostrare che apprezzate o non apprezzate ciò che fa. Mettete solo a disposizione dei materiali adatti alla sua età, mattoncini di cera, pastelli ad olio, pennelli, matite, gessetti, argilla, insomma, materiali che vibrano, che danno delle sensazioni ogni volta nuove, che rispondono diversamente ai diversi movimenti della mano.
E mettetevi da parte. Il resto verrà da sé.

Nella foto mattoncini in cera ecologica al 100% della tedesca  Stockmar, materiale tipico presente in tutti gli asili steineriani.

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Forse chi mi segue da un po’ avrà notato che a me piace cambiare spesso la testata del blog, il font e la grafica. A chi non è capitato di passare ore a cambiare la disposizione dei mobili di casa senza trovare pace? Spero che non sia capitato solo a me e che possiate capirmi. Io per ora ho scelto di sfogarmi sul blog con il risultato di eviatre litigi a casa! Quindi oggi un po’ di segnalazioni tipografiche!

cookiedough

Il trailer del documentario sul font Helvetica, qui.

Le formine per biscotti sempre con il font helvetica, nella foto, opera di Beverly Hsu, via swissmiss.

Un survey di ottimi font gratuiti per fare magari biglietti d’auguri o inviti un po’ diversi dal solito, The Free Typography.

Una stupenda collezione di lettere maiuscole per iniziare in bellezza un post (come ho fatto io!)  The Daily Drop Cap project di Jessica Hirsche, sempre via swissmiss.

Alla prossima.
p.s. Se per caso siete grafici o illustratori con idee per la mia testata sarò felice di utilizzare le vostre proposte e menzionarvi sul blog.

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helium-eternal-ensembleE son passati già 2 anni, questo fine settimana abbiamo festeggiato il secondo compleanno della piccina, della nostra padrona e signora, della piccola tiranna che abbiamo così tanto voluto e cercato. E naturalmente abbiamo festeggiato! Prima però vi devo accennare ad un problemino che abbiamo a casa: Lui ha un serio problema di sdoppiamento della personalità, una vera tragedia! I documenti in realtà confermano il suo aspetto normanno, biondo cenere, linamenti duri, Lui infatti è nato in Germania, ma per chissà quale trauma infantile Lui avvolte capita che diventi portoricano, che tragedia! Ogni tanto lo vedi che fa una smorfia strana, ed ecco che il portoricano diventa serio e rifessivo, poi ancora una smorfia e Lui ritorna rumoroso e ridanciano.

Stavamo insieme davanti a gmail per mandare l’email d’invito per la festa della pupa e di nuovo quella smorfia, ci risiamo, che tragedia!
Io: Allora amore a chi lo diciamo della festa?
Lui: Mh…mandiamo la mail ad A, B, C, D, E, F, G, ….
Io: Oh!? Ma non starai esagerando? E poi B, C, L, F e V non hanno figli, si annoieranno a morte, non verranno di sicuro!
Lui: Tranquila amore, sono i nostri amici, l’importante è stare insieme, ridere, scherzare! E diciamolo anche a ..P, Q, R, S, T….
Io: Amore, ma dove li mettiamo? Ti sei dimenticato dei 50 mq in cui viviamo?
Lui: Tranquila tesoro, tutti insieme è belo, tanti amici, musica, birra, festa! Ridere, scherzare!
…etc…
Insomma, la casa è stata inondata di amici, è stato bello avere tutti vicino, ridere e scherzare! E poi F e V sono venuti e ci hanno pure dato la bellissima notizia che presto usciranno da club dei senzafigli!
Alla fine della festa eravamo distrutti, io sognavo ad occhi aperti di un interruttore di sicurezza e di poter premere su “tedesco” quando all’improvvisto una smorfia più strana del solito e Lui si è messo a pulire casa. A quel punto a noi madame non è rimasto che andare a nanna!
Bipolare è bello!

I palloncini nella foto sono fatti a mano da Clémentine Henrionwww.clementinehenrion.com, e questo è il suo negozio su Etsy.

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Lila03Eccomi di nuovo dopo tanto tempo a parlare di fasciatoio. Ora mia figlia ha due anni e se provo a fare un calcolo del tempo che abbiamo passato insieme vicino a questo mobile mi rendo conto di quanto sia stata fortunata ad avere un nonno artigiano che ha saputo crearci il fasciatoio perfetto! Anche adesso che la pupa é una spannolinata-di-giorno, i momenti della preparazione alla nanna sul fasciatoio sono ancora molto importanti. Lei seduta davanti a me che si fa coccolare, che si fa strapazzare, che si diverte a mettermi la crema sul naso e poi a spalmasela addosso. Insomma ora piú di allora trovo che la zona cambio sia un luogo di relazione tra genitori e figli davvero cruciale.

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