A casa di Mamma Cattiva

Tutto è cominciato con una proposta ad una “collega” mamma-blogger: lei è una Mamma Cattiva, una di quelle che lavora a tempo pieno per capirci,  che compra ancora giochi in legno (ma solo quelli con il marchio CE!), che non aggiunge zucchero allo yogurt bianco, che quando può si prende spazio e tempo per lei,  che certe volte si abbatte e poi si riprende, insomma come dicevo, una mamma cattiva. A lei chiesi ormai mesi fa se avesse per caso voglia e tempo di scrivere un guest-post per questo blog. Lei in risposta mi ha aperto entusiasta le porte di casa sua!

Ecco quindi questo post-intervista a Luisa ErcoliMamma Cattiva, nato proprio grazie ad una sua idea, che pubblico dopo averla fatta davvero faticare, con foto su foto che le ho chiesto di scattare, e con domande a cui Luisa ha voluto gentilmente rispondere. E dalla proposta di Luisa di mostrare la cameretta dei suoi Leo e Picca nasce anche la rubrica “Rooms with a view” in cui mamme e papà, cattivi o meno, ci racconteranno come vedono lo spazio della loro casa dedicato ai più piccoli, in cui troveremo spunti ed ispirazioni per la stanza dei nostri bambini. Continua a leggere questo articolo >>

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Mobilier design pour enfants by Carole DapreyMobilier Design pour Enfants, questo il titolo di un volume interamante dedicato al design declinato sulle esigenze dei più piccoli, della bravissima e coraggiosissima Carole Daprey, che pur di far vedere la luce al suo libro ha fondato la casa editrice L’As de Pique. Una passione, quella per il design per bambini, che l’ha portata inizialmente a collezionare sedie per bambini, e poi a concepire questo progetto faraonico, quello di scrivere una vera e propria storia della progettazione di mobili per bambini.

Il libro è organizzato in periodi storici, cominciando dall’inizio, dal 1885 ed il primo catalogo Thonet con mobili in legno curvato per bambini (andate a guardare le foto meravigliose che Carole ha postato anche sul suo blog, qui), passando per il Bauhaus (ricordate il gioco in legno che avevo scoperto a Berlino di Alma Buscher di cui vi avevo parlato in questo post?) e proseguendo, decennio dopo decennio fino agli anni ‘70, mostrandoci foto d’epoca, copertine di cataloghi originali, ritagli di riviste e concludendo con una bibliografia da fai invidia ad un testo scientifico.
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Una sediolina vintage per bambini trovata al mercatinoUn po’ di tempo fa mi ha scritto un lettore (si avete capito, un uomo!). Lui è un papà di due bimbi e mi inviava delle foto di sedioline vintage scovate al mercatino delle pulci di Trento.

Ho trovato in un mercatino le due seggioline nella foto allegata. Mi sono piaciute e le ho prese. Sono piuttosto rovinate dai segni di un uso energico, tipico di tutti i bambini. Nonostante questo sono ancora solide, funzionali (sono regolabili su tre altezze e profondità della seduta) e, secondo me, ben disegnate; la mia sensazione è che siano fatte ‘bene’, ovvero non siano fatte in economia con materiali scadenti, ferramenta inclusa, e tagli approssimativi. Senza avere la presunzione di avere trovato un pezzo di design. a questo punto sarei comunque curioso di conoscere l’origine delle sedie (per quanto ne so io potrebbero avere 50 anni come 50 giorni, essere il prodotto di un designer scandinavo come del falegname del paesino) e sapere come era in origine il sistema di ‘contenimento’ (si vedono due fessure sulla parte anteriore della seduta) per provare a riprodurlo (essendo assente quando ho acquistato le sedie). Purtroppo non c’è nessuna scritta in nessun punto, nè sono riuscito a trovare alcuna foto simile in rete. Sai dirmi dove posso provare a cercare qualche informazione. Oppure, hai una qualche idea sulla possibile origine di queste sedie (età, provenienza)?”

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Oggi vi segnalo un lavoretto fatto con delle pietre raccolte in spiaggia da un papà molto creativo, Joel Henriques, scoperto atterrando per caso sul suo blog stupendo Made by Joel.

Segnalo questo gioco semplice e davvero bellissimo che si presta ad infinite varianti, qui tutte le spiegazioni. Buona spiaggia a chi di voi è già al mare!

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la culla Bednest Vi ho gia’ parlato spesso della nanna dei bambini dai 6-9 mesi in su, segnalandovi lettini Montessori e raccontando la mia esperienza. Non avevo ancora parlato pero’ della nanna dei primi mesi, dei sonni interrotti dalle poppate continue, dei sonni dei primi tempi in cui noi genitori (ma soprattutto le mamme) ci svegliamo in continuazione per controllare che il pupo viva ancora, delle prime prime notti che magari dopo un cesareo o un parto tribolato e’ una fatica immane alzarsi e sollevare uno scricciolo di pochi chili.
In quelle notti noi avevamo accanto al nostro letto la cesta appartenuta alla nonna addirittura, risistemata e abbellita con dei ciummi siciliani presi a Palermo. Per chi invece non ha ceste da riciclare c’e’ la bellissima culla Bednest che permette di tenere il pupo a “portata di mano” tutta la notte visto che il lati sono removibili e si aggancia al lettone di mamma e papa’. Io lo trovo bello oltre che pratico visto anche l’efficiente sistema di chiusura che lo rende trasportabile anche in vacanza.
Una segnalazione per tutte le mie amiche (tante!) che aspettano proprio in questo periodo. Grazie a loro tra l’altro ora la piccola sa che dentro una pancia grande c’e’ un bimbo piccolo. Peccato solo che ancora non distingua una pancia grassa da una pancia incinta e che che strilli “Pancia grande, bimbo piccolo!” anche a distinte signorone che vede per strada!

la culla Bednest

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Succede quella mattina, come tutte le altre di andare in cucina per la rituale preparazione della colazione.
Succede una mattina di svegliarsi di buon umore dopo una bella notte di sonni profondi senza interruzioni.
Succede quella stessa bella mattina intrisa di rara arietta estiva di arrivare in cucina senza avvertire quel fastidioso ronzio del frigo vecchio. Momenti di rara ed intensa felicita’.
Scuccede pero’ che quella felicita’ venga subito distrutta da uno spaventoso sospetto, ed un brivido freddo corre lungo la schiena!

E’ successo che una splendida mattinata di quasi estate sia stata rovinata da un brutto incidente: il vecchio e rumoroso frigo e’ passato a miglior vita. La cena per la sera  si e’ salvata’, ma quelle belle polpette con le verdure che avevano avuto tanto successo, quell’arrostino con le carote tenerissimo, quel sughetto di pomodoro fresco fatto con le mie manine e’ tutto da buttar via!

…e mi tornano in mente il monito della mia carissiama amica Francesca:  ”Ora che sei mamma preparati agli intoppi, questo e’ il primo e ce ne saranno molti altri!”. Questo me lo disse quando mi venne a trovare in ospedale dopo il parto, trovandomi in lacrime perche’ la piccola mi era stata tolta per esser messa causa ittero sotto la lampada. Come aveva ragione!

Dopo il frigo rotto infatti sono continuati gli intoppi: per una serie di perverse coincidenze non posso andare io a comprare il frigo nuovo e sono costretta a delegare a Lui (in arancione perche’ e’ stata davvero dura!) la scelta del nuovo elettrodomestico. Perche’ diciamolo pure, l’intoppo piu’ grosso dell’essere mamma e’ che si e’ costrette ad imparare a delegare per sopravvivere!

Nella foto un delizioso frigorifero giocattolo trovato su Flickr tra il photostream di Rainbow Mermaid.

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passeggino giocattolo in lego

Con la recente vacanza nazionale sono riuscita a fare un po’ di pulizie a casa, ma non di quelle pulizie che levano lo sporco. Sono state di quelle pulizie che levano il disordine, la disorganizzazione e l’irrazionalitá nel sistema di storaging di una casa. Mi sono spiegata? Naturalmente sono riuscita a portare a termine solo in una minima parte di quello che avevo in mente. Tra le poche, cose sono riuscita a riorganizzare i giochi della piccola. Ho ridato un luogo preciso a tanti giochi che ultimamente finivano troppo spesso in una cesta a caso, ne ho tolti alcuni e ne ho tirati fuori di altri. A casa nostra infatti abbiamo uno stanzinetto che mi permette di alternare i giochi della gnoma, di nascondere magari giochi che sono troppo difficili, oppure giochi troppo faticosi per me. Per capirci i barattolini per la digitopittura per esempio li tengo nascosti nello stanzinetto e li tiro fuori solo quando sono psicologicamente pronta! In questa session di riordine  ho tirato fuori dopo ben 3 mesi di “isolamento” il passeggino-giocattolo ed è stato come amore a prima vista, come se le avessi fatto un regalo tutto nuovo! Il nostro passeggino non è di legno o ecologico come quello che vi mostro (della tedesca Haba), ma comunque ha compiuto la magia: con il passegginetto giocattolo siamo arrivate a piedi fino al supermercato! Evviva!

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climbing wall tree for kids from MicroMakaroniSebbene da bambina non mi sia mai arrampicata sugli alberi, da grande ho cominciato ad amare l’arrampicata sportiva e non vedo l’ora di poter portare la piccola con me in palestra e sulle falesie. Aspettando questo momento si potrebbe cominciare con un po’ di allenamento soft a casa con questi moduli deli norvegesi MicroMakaroni, che ricordano i rami di un albero sempreverde

Grazie al favoloso blog HandMadeCharlotte che mi ha fatto scoprire che l’arrampicata sportiva può decorare la cameretta!

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carretto per bambini Kaiko

Ma che brava, dice giá quando le scappa” mi chiede una mamma al parco mentre osserva le mie goffe manovre per far fare pipí a mia figlia. ”Ma che brava questa bimba ad usare la forchetta” mi ha detto l’educatrice quando pochi giorni fa hanno inserito l’uso delle forchette, dei bicchieri di vetro e dei piatti di coccio, visto che lei non ha piú problemi con queste cose da svariati mesi.  E ancora un’amica psicoterapeuta infantile:  ”Ma che brava  a tenere la matita e come coordina bene il tratto“.  Insomma verrebbe quasi da dire che abbiamo raggiunto davvero tanti traguardi, che la gnoma è davvero brava.  Poi peró la mamma al parco vede le scene per farle fare due passi a piedi e viene fuori  che mia figlia non c’è verso di schiodarla dal passeggino,  no way! E tutti i brava non contano piú nulla!

Ci vorrebbe un veicolo di transizione, che non abbia nulla a che fare con un passeggino, ma che permettesse di soddisfare, almeno all’inizio, la pigrizia di mia figlia.  Qualcosa tipo il carretto della Kaiku,  bello e green.  Oltre che bello poi sembra davvero  stabile e capiente,  cosa molto importante….perchè lo confesso: anche io ho paura di abbandonare il passeggino, che poi i quintali di roba che normalmente ci “ficco” sotto  non saprei piú come trasportarli!

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wood play camera for kidsQuesto fine settimana siamo stati ad un bellissimo matrimonio, belli gli sposi e bellissima la compagnia.

Riparlando con mia figlia dell’evento mi sono soffermata sulla sposa, meravigliosa in un abito bianco tutto veli e ricami (la sposa cmq è bella sempre, anche senza abito bianco, per fortuna sua e del giovane marito!). La pupa invece disinteressata ha cambiato discorso: si è messa a far finta di fare foto!

p.s. Non conosco il produttore di qesto bellissimo gioco, quindi in via eccezionale oggi  il link ad un negozio on-line, Romp Store.

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